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Le targhe delle vie sostituite da Laboratorio Insurgencia

Napoli: nella notte cancellati Garibaldi e Vittorio Emanuele


Napoli: nella notte cancellati Garibaldi e Vittorio Emanuele
07/09/2010, 15:09

NAPOLI - Deve essere stata una sorpresa per i cittadini napoletani vedere piazza Garibaldi, una delle piazze centrali del capoluogo campano, rinominata "piazza Michela De Cesare, partigiana del sud". Oppure vedere la statua dello stesso Garibaldi con il condottiero che impugnava una bandiera leghista. Si tratta di due esempi dell'incursione notturna, pacifica e creativa, del gruppo Laboratorio Insurgencia. Che sul loro sito spiegano le motivazioni di quello che hanno fatto.
Oggi è il 150esimo anniversario dell'ingresso di Giuseppe Garibaldi a Napoli, un ingresso seguito da un'uscita altrettanto veloce, dato che il re, sapendo che Garibaldi era deciso a distruggere a cannonate ogni quartiere in cui avesse incontrato resistenza e non volendo che questo accadesse, aveva ritirato tutte le sue forze lontano dalla capitale, ritirandosi nella fortezza di Capua. Ma chi conosce la vera storia, quella formata dai fatti e non dalle favolette raccontate dai libri di storia a scuola, sa che nel 1860 lo Stato più indebitato d'Europa conquistò il terzo Stato più tecnologicamente evoluto, il Regno delle Due Sicilie e lo rese una colonia, impoverita, economicamente distrutta e privata della sua popolazione maschile, deportata al nord e lasciata morire nei campi di concentramento o arruolati forzatamente nell'esercito. Per protestare contro il fatto di avere dimenticato e cancellato questa realtà, Laboratorio Insurgencia ha coperto nella notte i cartelli delle strade e delle vie intestate a Garibaldi, a Cavour e ai re di casa Savoia con cartoncini intestati a cosiddetti "briganti" come Michela de Cesare e Nicola Summa, definiti "partigiani del Sud" o a martiri della mafia come Peppino Impastato. E alle statue di Garibaldi e dei re di casa Savoia sono state aggiunte bandiere della Lega Nord.

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di Antonio Rispoli
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