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Napoli, nuova aggressione di una babygang


Napoli, nuova aggressione di una babygang
15/01/2018, 11:28

Insulti e poi un pugno in faccia: un altro minore è stato aggredito a Napoli. Ieri sera, verso le 21.30, davanti alla stazione della metropolitana 'Policlinico' un sedicenne ha riferito di essere stato avvicinato da un gruppo di ragazzi, di età compresa tra i 16 e i 18 anni, che non conosceva. Prima hanno iniziato ad insultarlo, poi lo hanno colpito al volto con un pugno rompendogli il naso. Il minorenne è andato a casa e poi con i genitori si è recato all'ospedale Vecchio Pellegrini dove gli è stata refertata una prognosi di 30 giorni. Il ragazzo ha rifiutato il ricovero. La Polizia di Stato, che non è intervenuta sul posto ma è stata allertata in ospedale, sta accertando i fatti.   

Solo ieri si era registrata un'altra un'aggressione ai danni di due studenti nel napoletano da parte di una baby gang a Pomigliano D'Arco. In dieci, armati di catena per rapinare uno smartphone hanno picchiato due studenti di 14 e 15 anni. Le vittime hanno identificato due dei presunti aggressori, un 15enne e un 13enne. Proseguono intanto le indagini sul pestaggio del 15enne a Chiaiano mentre la madre del 17enne ferito alla gola lo scorso 18 dicembre a Napoli lancia un movimento civico "di madri ferite" e lancia un appello a quelle degli aggressori per aiutare i ragazzi.

Oggi, intanto, torna a scuola Arturo, il 17enne accoltellato una settimana prima di Natale. "Bentornato Arturo", dice un grande striscione che i suoi amici hanno affisso all'ingresso. Sorride e ad accompagnarlo c'è la mamma, Maria Luisa Iavarone, che dal giorno dell'aggressione, non ha smesso un attimo di chiedere giustizia e il coinvolgimento di tutti per fermare la violenza di cui è stato vittima. Il ragazzo è imbarazzato quando varca il portone ingresso della sua scuola. "Sono imbarazzato perché non mi aspettavo tanti giornalisti al mio ritorno a scuola, questa accoglienza dei miei compagni - dice al suo arrivo - ora mi aspettano i professori, più i che miei compagni. Sono emozionato, ciò che mi è mancato è stato anche questo portone - afferma - vorrei fare presto, ho lezione. So - ha continuato il diciassettenne - che ci sono stati anche altri ragazzi, penso di essere solo uno di una lunga serie e purtroppo ce ne saranno altri ancora. A quelli che vengono aggrediti - afferma - dico 'appena potete cercate di buttarvi tutto alle spalle, dimenticare'. Io ci sono riuscito - sottolinea - anche se ogni tanto ritorna quello che ho vissuto. Mi ha aiutato mia mamma,la mia famiglia mi é stata vicino, mi sono anche sforzato da solo di superare la situazione - aggiunge -. I miei compagni mi hanno invitato a resistere, sapevano che il peggio era passato".

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di Redazione
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