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Napoli: "Oltre trecento profughi tunisini reclusi senza legittimità"


Napoli: 'Oltre trecento profughi tunisini reclusi senza legittimità'
18/04/2011, 15:04

"La nave militare che è arrivata oggi nel porto di Napoli trasportava oltre trecento profughi tunisini che a quanto si è appreso verranno suddivisi tra il carcere etnico di Santa Maria Capua Vetere e quello di Potenza. E' importante rimarcare che si tratta di condizioni detentive del tutto informali e illegittime da "stato di polizia" per queste persone (qualcuno a volte lo dimentica... "persone"!) che già si trovavano sequestrate su questa nave militare dal 12 aprile (!! ricordiamo che queste navi non sono ovviamente attrezzate per il trasporto passeggeri, che quindi vengono sistemati alla meglio sul ponte, negli hangar degli elicotteri ecc...). Questa volta il trasporto dei profughi ha visto condizioni di eccezionale blindatura, con il rifiuto di permettergli di accedere alla mediazione culturale nello sbarco. Un fatto grave di lesione dei diritti di informazione e trasparenza verso i profughi stessi, che fa temere che possano rischiare l'espulsione secondo quella incredibile dicitura del decreto legge per il quale chi è arrivato entro il 5 aprile necessita di protezione umanitaria e chi dopo no... (ma perchè cos'è successo tra il 5 e il 6 aprile in Tunisia!?? E come si fa a dire quando sono arrivati se nei primi giorni a Lampedusa è sistematicamente saltata la schedatura di chi attraccava? E per chi chiede asilo politico come fanno ad aggirare le possibilità previste dalla legge? forse per questo vogliono tenerli all'oscuro di tutto..). In questo caso l''obrobrio giuridico di santa maria capua vetere diventerebbe a tutti gli effetti il primo CIE della Campania, il lager etnico che la nostra regione ha sempre rifiutato. Questa sera riunione d'urgenza della rete antirazzista per valutare la situazione e denunciare da subito la grave violazione dei diritti umani che si sta ancora una volta perpetrando.". Così un comunicato dell'associazione Antirazzisti napoletani.

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di Redazione
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