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Presso la Sala Azzurra del complesso di Monte S. Angelo

Napoli, presentata la ricerca i costi dell’illegalità in Campania


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Napoli, presentata la ricerca i costi dell’illegalità in Campania
30/10/2010, 12:10

Si è svolto ieri, presso la Sala Azzurra del complesso di Monte S. Angelo dell’Università Federico II° di Napoli, il convegno di presentazione dei risultati dalla ricerca “I costi dell’illegalità. Camorra ed estorsioni in Campania” promossa dalla Fondazione Rocco Chinnici in collaborazione con l’Università “Federico II” di Napoli, l’Università degli Studi di Palermo e sostenuta dalla Compagnia di San Paolo.

Si tratta di una ricerca socio-economica svolta dal Comitato Tecnico Scientifico del progetto, del quale fanno parte imprenditori, docenti universitari, magistrati e rappresentanti delle istituzioni esperti del fenomeno del crimine organizzato. Lo studio è partito a giugno 2009 e ripropone, con alcune innovazioni metodologiche, lo schema dell’esplorazione quantitativa e qualitativa del fenomeno già seguito in un’analoga ricerca condotta in Sicilia e sfociata nel volume “I costi dell’illegalità. Mafia ed estorsioni in Sicilia”.

Il lavoro è in memoria del giudice Rocco Chinnici, assassinato con un auto-bomba dalla mafia nel 1983 . Già alla fine degli anni Settanta, Rocco Chinnici comprese il coinvolgimento delle organizzazioni criminali nell’economia del Mezzogiorno, intuendone la pericolosità sociale e individuando contatti giudiziariamente rilevanti tra mafia, camorra e ‘ndrangheta.

Intanto sarà disponibile dal 4 novembre in libreria il volume “I costi dell’illegalità. Camorra ed estorsioni in Campania” , che costituisce la nuova tappa di un percorso di ricerca, promosso dalla Fondazione Rocco Chinnici, sui costi dell’illegalità, iniziato nel 2008 con un’indagine sulla Sicilia. L’attenzione si rivolge ora alla Campania, e in particolare alle province di Napoli e Caserta: due aree caratterizzate dalla densa presenza delle organizzazioni camorristiche, e nelle quali il fenomeno estorsivo è estremamente, e capillarmente, diffuso.

Il volume presenta una quantificazione, rigorosa e trasparente, dei costi economici dell’estorsione, elaborati attraverso un database; e si avvale di dati ricavati dagli atti giudiziari e da fonti di prima mano: interviste a magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, imprenditori, vittime del racket. La base empirica utilizzata consente la più accurata analisi degli effetti economici e sociali dell’attività estorsiva. E si rivela ulteriormente utile a diagnosticare peculiarità e recenti trasformazioni delle organizzazioni camorristiche, delle loro modalità operative e strutture organizzative.

Il volume presenta un’interessante novità: l’analisi testuale, anche attraverso appositi software, dei «discorsi» intorno alla camorra. E non trascura un elemento di speranza: il recente avvio dell’associazionismo antiracket, anche in comparazione con l’esperienza siciliana. Giacomo Di Gennaro è professore associato di Sociologia e Progettazione e gestione delle politiche sociali nell’Università di Napoli Federico II.

Fra le sue pubblicazioni più recenti, «Dire camorra oggi. Forme e metamorfosi della criminalità organizzata in Campania» (a cura di, con D. Pizzuti, Guida, 2009). Antonio La Spina è professore ordinario di Sociologia nell’Università di Palermo, e docente di Valutazione delle politiche pubbliche nell’Università Luiss «Guido Carli» di Roma. Fra le sue molte pubblicazioni con il Mulino, «Mafia, legalità debole e sviluppo del Mezzogiorno» (2005), «Le autorità indipendenti» (con S. Cavatorto, 2008), «I costi dell’illegalità. Mafia ed estorsioni in Sicilia» (2008).

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di Fabio Iacolare
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