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Napoli, sabato visita alla Chiesa di San Pietro ad Aram


Napoli, sabato visita alla Chiesa di San Pietro ad Aram
02/02/2010, 10:02


NAPOLI - Sabato 6 febbraio l’Associazione Siti Reali Onlus invita i suoi soci e simpatizzanti a conoscere la chiesa di San Pietro ad Aram: l’appuntamento con gli operatori Siti Reali è alle ore 10.15 davanti alla chiesa, in Corso Umberto I, 192. Secondo la tradizione, questo tempio venne eretto sul luogo dove San Pietro, durante la sua permanenza a Napoli, avrebbe battezzato Santa Candida e Sant'Aspreno, come narra anche l'affresco nel vestibolo. La denominazione ad Aram deriva infatti dall'altare, l’Ara Petri, sul quale San Pietro avrebbe celebrato la funzione.
Originariamente doveva quindi trattarsi di una edicola religiosa, fondata per preservare la reliquia. La fabbrica attuale risale alla seconda metà del XVII secolo, quando avvenne il rifacimento operato dall'architetto Pietro di Marino.
Per la sua particolare antichità papa Clemente VII, nel 1526, le concesse il privilegio di poter celebrare il giubileo un anno dopo quello di Roma, in modo da evitare un eccessivo affollamento nella città eterna, ma anche per evitare al popolo napoletano l'allora faticoso viaggio.
La basilica conserva opere scultorie di straordinaria fattura, come il cinquecentesco portale dell'ingresso secondario, in pietra scolpita a motivi di girali vegetali, proveniente dal demolito Conservatorio dell'Arte della Lana, e il pregevole rilievo con la Madonna delle Grazie dello scultore rinascimentale Giovanni da Nola;
Di notevole interesse anche le testimonianze pittoriche come il Battesimo di Cristo di Massimo Stanzione, la Madonna con San Felice da Cantalice e di Andrea Vaccaro, due tele giovanili di Luca Giordano: San Pietro e San Paolo si abbracciano prima di andare al martirio e La consegna delle chiavi.
La sacrestia conserva, a dimostrazione delle vette artistiche raggiunte dalla scultura in legno, i seicenteschi stalli del coro prima opera di Gian Domenico Vinaccia che apprese le tecniche di scultura e architettura nella fucina d’arte di Dioniso Lazzari, scultore e marmoraro.
Tutti gli interessati sono quindi invitati a partecipare alla visita e a non perdere l’occasione di ammirare uno dei tanti tesori della città, che rischia di rimanere nascosto e sconosciuto.
Al termine della visita guidata, per chi è interessato, ci sarà la possibilità di tesserarsi per l’anno 2010.

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di Redazione
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