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Alle 9,22 la liquefazione. Sepe: "Siamo al punto di svolta"

Napoli, si ripete il Miracolo di San Gennaro


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Napoli, si ripete il Miracolo di San Gennaro
20/09/2010, 17:09

NAPOLI - Ancora una volta, davanti a più di 500 fedeli, il cardinale Crescenzio Sepe ha annunciato il Miracolo di San Gennaro: alle ore 9,22 in punto dalle navate del Duomo di Napoli si è levato un lungo applauso accompagnato dallo sventolìo di fazzoletti bianchi, il segnale che i fedeli utilizzano per “salutare” la liquefazione del sangue del santo patrono della città. Un evento che avviene tre volte l'anno: il 19 settembre, data in cui fu decapitato nel 305 d.C.; il 16 dicembre, nell'anniversario di una terribile eruzione del Vesuvio; e la prima domenica di maggio, in ricordo della traslazione delle spoglie mortali da Pozzuoli alle catacombe di Capodimonte. La liquefazione del sangue fu annoverata, per la prima volta, nel 1389 e da quel momento studiosi, religiosi, scienziati e ricercatori di tutto il mondo hanno tentato di dare una spiegazione scientifica al prodigio. Nel corso dei secoli, però, i fedeli non hanno mai smesso di ritenere l'evento prodigioso come un vero e proprio miracolo, segno della protezione dal cielo. Secondo la tradizione popolare, infatti, il tempo e l'intensità del sangue sono considerate di buon auspicio per la città. Il ritardo nella liquefazione o l'assenza del miracolo, nonostante canti, preghiere e invocazioni, viene considerato segno sfavorevole per Napoli e per i napoletani.
Il sangue, custodito all’interno delle ampolle, ribolle e assume il colore rosso vivo. Fatto che si è verificato anche ieri mattina per la gioia dei tanti fedeli assiepati dentro e fuori la cattedrale. Il miracolo anche stavolta è stato velocissimo. Appena arrivato sull'altare maggiore della cattedrale, alle 9,22, l'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, ha annunciato che si era ripetuto il prodigio della liquefazione del sangue di San Gennaro. Un miracolo repentino - evento che viene letto come un buon auspicio per Napoli - che non ha impedito al vescovo della Curia napoletana di fare un'analisi impietosa di quanto accade nel Mezzogiorno e innanzitutto a Napoli ''che ha sempre vissuto di pane e speranza. Ora sembra
ha ricordato Crescenzio Sepe - che siamo arrivati ad un punto di svolta: niente e' scontato, ne' il pane ne' la speranza”.

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di Redazione
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