Cronaca / Sangue

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Il 22enne preso a cinghiate tra l'indifferenza dei presenti

Napoli, studente italo-etiope aggredito a piazza del Gesù, ipotesi razzismo


Napoli, studente italo-etiope aggredito a piazza del Gesù, ipotesi razzismo
07/03/2009, 17:03

Sconcerto a Napoli, per l’aggressione che è avvenuta la notte tra giovedì e venerdì e che pare essere stata motivata dall’odio razziale. La vittima è uno studente 22enne, Marco Beyenne, italo-etiope, residente a Capaccio Scalo (Salerno), figlio del noto professore universitario Yaqob. Il ragazzo, come lui stesso ha raccontato ai carabinieri, si trovava nei pressi di piazza del Gesù in compagnia di un amico. Erano appena usciti da un locale molto frequentato da studenti, in special modo il giovedì notte, quando sono stati bloccati da due ragazzi napoletani.

Uno di loro, descritto come un ragazzo dalla testa rasata, vestito con jeans e giubbino, lo avrebbe aggredito senza motivo, sfilandosi la cintura ed usandola per colpirlo violentemente. Erano circa le due del mattino. Un pestaggio che è durato un paio di minuti, nell’indifferenza generale senza che nessuno dei presenti muovesse un dito. “Negro di merda”, gli avrebbe urlato l’aggressore mentre lo prendeva a cinghiate. L’unico ad essere intervenuto, l’amico del 22enne, anche lui picchiato.

Il giovane, di origini etiopi ma nato in Italia e iscritto all’università L’Orientale, è riuscito a trovare rifugio in una rosticceria vicina, dove il proprietario gli ha dato dei fazzolettini per pulirsi dal sangue. Successivamente il ragazzo è stato medicato all’ospedale Ascalesi e dimesso con una prognosi di tre giorni. La denuncia è stata sporta al commissariato di via San Biagio. Agli agenti, il ventiduenne ha spiegato che i due aggressori avevano la testa rasata e lo avevano ripetutamente offeso con insulti razzisti. Al momento i poliziotti stanno cercando di fare chiarezza sull’accaduto. La pista dell’odio razziale non è esclusa, ma si cerca di capire anche se possa essersi trattato di una delle ormai solite liti che avvengono, spesso favorite dall’alcol, in una zona che di notte è frequentata da una moltitudine di ragazzi.

“Le ferite al volto fanno molto meno male di quelle che ho dentro”, ha dichiarato Marco Beyenne, che ha raccontato le fasi dell’aggressione. “All’uscita del locale, - ha spiegato, - due persone si sono avvicinate e mi hanno chiesto cosa volessi. Non ho avuto neppure il tempo di rispondere, che uno dei due, con il capo rasato, ha tirato fuori una cintura e ha cominciato a colpirmi al volto con una ferocia inaudita, mentre gridava frasi del tipo ‘negro di merda’”. “Gli agenti stentavano a crederci, - continua il 22enne, - uno di loro mi ha detto che a Napoli non si era mai verificata un’aggressione a sfondo razziale. Erano tutti molto dispiaciuti”.

Marco Beyenne, iscritto alla Facoltà di Scienze Politiche, è figlio di Yaqob Beyenne, 72 anni, stimato professore di Filologia etiope ora in pensione ma legato all’Orientale da un contratto di collaborazione.

Lo studente è socio di Legambiente da diversi anni ed è impegnato come volontario nell’oasi di Paestum (Salerno). Solidarietà dopo l’aggressione è arrivata da Michele Buonuomo, presidente di Legambiente Campania: “Siamo vicini a Marco che da anni è impegnato nel volontariato con il circolo di Paestum. Siamo preoccupati per il clima di intolleranza e di razzismo che sta investendo il paese e che ha ieri sera scritto anche a Napoli una pagina triste”. 

“Spero che sia il primo e ultimo episodio di razzismo in una città tanto bella e tollerante come Napoli, - conclude il giovane, - anche se da qualche mese respiro un’aria che non mi piace, un’aria di insofferenza che può essere molto pericolosa”. Dello stesso parere anche sua madre, Paola Raeli. “Mio marito è in Italia dall’inizio degli anni Sessanta, - dice, - è un uomo stimato e amato da tutti e in questo tempo non è mai accaduto niente né a lui né a mio figlio, ma ora ho paura. Quello che è accaduto giovedì notte è il sintomo che qualcosa nel nostro paese sta cambiando. C’è un clima di intolleranza”.

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di Nico Falco
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