Cronaca / Sanità

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Napoli, tagliare la sanità pubblica è criminale

Presidi e assemblee nei principali ospedali e servizi

Napoli, tagliare la sanità pubblica è criminale
07/10/2013, 09:38

NAPOLI - Se le sorti del Governo apparivano incerte, adesso è tutto chiaro.
Da destra a sinistra,con la partecipazione di quasi tutti i parlamentari, c’è la volontà di sostenere questo Governo e le sue politiche scellerate,a danno di cittadini e lavoratori, per i prossimi anni.
La fine della Sanità pubblica, è scritta nero su bianco, in una nota al recente Documento di economia e finanza che, non casualmente, rappresenta uno dei tanti frutti avvelenati delle larghe intese,denuncia l’Esecutivo nazionale dell’USB.
“Nella nota al Def è infatti sancita la fine del sistema universalistico in favore di un sistema sanitario sempre più selettivo, l’ulteriore riduzione della spesa sanitaria e delle prestazioni garantite dallo stato in favore dei privati, il definitivo sdoganamento della sanità integrativa”.
Un governo, perennemente agonizzante, e un ministro della Salute tra i più incompetenti della storia,  continuano imperterriti l’attacco al diritto alla salute e al personale sanitario, che un calcolo statistico vorrebbe addirittura in esubero di 48.000 unità a seguito della spending review, proprio mentre si riscontrano condizioni sempre più inaccettabili di assistenza,condizioni di lavoro con preoccupanti tassi di infortunio e riduzione sistematica del salario”.
“Dietro la presunta insostenibilità del SSN si nasconde, in realtà, un feroce attacco ideologico al servizio pubblico in quanto tale che non trova alcun riscontro nella realtà dei fatti. La spesa sanitaria italiana è inferiore del 23% rispetto a quella degli altri Paesi Europei e destinata a scendere ancora entro il 2017. Una gran parte di questa spesa è già a carico dei cittadini, attraverso compartecipazioni e tasse regionali, con buona pace di quanti continuano nell’insulso refrain dell’impossibilità di ‘dare tutto a tutti gratis’ che, peraltro, non sarebbe un insulto ma un segno di civiltà in luogo della profonda ingiustizia sociale perpetrata dai tagli”.
Dopo aver impunemente e per anni saccheggiato il servizio pubblico, si concede l’ennesimo regalo a banche e gruppi finanziari che attraverso la sanità integrativa e le assicurazioni faranno man bassa di quel che resta, senza scrupolo alcuno nel fare profitto sulla pelle delle persone”.
“Non staremo a guardare. Il 9 ottobre ci mobiliteremo davanti ai principali ospedali e servizi sanitari per sostenere e rilanciare il diritto alle cure e ad un lavoro e salario dignitosi, istanze che troveranno pieno diritto di cittadinanza il 18 ottobre nella giornata di sciopero generale indetta dal sindacalismo di base e conflittuale.

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di Redazione
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