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Il Capo dello Stato da Palermo lancia l'allarme sulle mafie

Napolitano: "Non possiamo escludere nuove azioni stragiste"

"Bisogna proseguire il lavoro di Falcone e Borsellino"

Napolitano: 'Non possiamo escludere nuove azioni stragiste'
23/05/2012, 18:05

PALERMO - Il capo dello Stato, nel suo discorso nell'aula bunker di Palermo, non esclude che la criminalità possa tornare a colpire sotto la sua ala stragista. Ha più volte ricordato la pericolosità delle diverse organizzazioni mafiose sottolineando che l'impegno a combatterle deve proseguire. «La criminalità organizzata – ha aggiunto Napolitano – non escludiamo che possa oggi anche tentare feroci ritorni alla violenza di stampo stragista e terroristico. Un sollecito e serio svolgimento - ha subito aggiunto il presidente - delle indagini sull'oscura, feroce azione criminale di Brindisi potrà fornirci elementi concreti di valutazione. Ma una cosa è certa: questi nemici del consorzio civile e di ogni regola di semplice umanità, avranno - ha assicurato Napolitano tra gli applausi - la risposta che si meritano».  «Siamo preoccupati per la persistente gravità della pressione e della minaccia mafiosa, non la sottovalutiamo, ma ci sentiamo ben più forti che in quei tragici momenti del 1992» con un ricordo diretto e senza peli sulla lingua alla strage di Capaci che vide morire il giudice Giovanni Falcone e la sua scorta. «Siamo ben più forti che in quei tragici momenti del '92 per la crescente mobilitazione di coscienze e di energie che - ha aggiunto - si è venuta realizzando nel nome di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino».  Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha poi deposto nel pomeriggio una corona di fiori nella caserma Lungaro di Palermo in memoria degli agenti di polizia uccisi dalla mafia a Capaci e via d'Amelio, a Palermo, 20 anni fa. Presenti, inoltre, il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, il neo sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il capo della polizia Antonio Manganelli e i familiari delle vittime.
Poi Napolitano incalzato dai cronisti prosegue il suo discorso citando le parole di Falcone: «Non si possono eludere problemi di riflessione interni alla magistratura addossando al potere politico tutte le responsabilità della crisi della giustizia» e soprattutto la magistratura deve rimanere «distante dalle posizioni di partito». In un passaggio del suo discorso a Palermo, in occasione del ventennale della strage di Capaci, ricordando la figura e le azioni di Falcone e Borsellino, il capo dello Stato ha poi richiamato la magistratura al loro esempio fondato «anzitutto sulla fedeltà alla Costituzione, come robusta e responsabile capacità di porsi al servizio del cittadino» e rimanendo «al di fuori di una irreale pretesa di onniscienza». Secondo Napolitano, infatti, «l'autonomia e l'indipendenza che a Falcone erano care, si esprimevano nella sua libertà di giudizio e nel rispetto per le istituzioni, in una inequivocabile distanza da posizioni di partito». 
Napolitano ha poi sottolineato di come «La mafia e le altre espressioni della criminalità organizzata rimangano un problema grave della democrazia e della società italiana». Occorre «proseguire con tenacia e determinazione sulla strada segnata da Falcone e Borsellino», ha poi concluso commosso il Capo dello Stato.

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di Valerio Esca
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