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Iniziativa promossa dallla Terza Municipalità

Nascono a Napoli i "Giardini della legalità"

Il consigliere Barbato e il presidente Di Sarno i promotori

Nascono a Napoli i 'Giardini della legalità'
08/05/2012, 17:05

NAPOLI - «Nascono i primi giardini della legalità». L’opera di pulizia e bonifica è stata realizzata nel parco La Rifiorita in via Gennaro Marciano a Capodimonte, dove nasceranno appunto i Giardini della legalità nel nome delle vittime di mafie. L’idea reca la firma di Giuseppe Barbato, consigliere dell’IdV alla municipalità di Stella San Carlo all’Arena che, nato e cresciuto nel quartiere a pochi passi dal Bosco fatto realizzare da Ferdinando II di Borbone, ha voluto ridare vita ad uno spazio rimasto abbandonato al degrado per troppo tempo. Di proprietà del Comune di Napoli l’area verde era fino a qualche anno fa terra di nessuno: incustodita, curata solo da un anziano del posto e meta prediletta di tossici e balordi con buona pace dei poveri residenti. Ma in soli tre giorni proprio i cittadini, armati di scope e palette, coadiuvati da personale dell’ufficio parchi e giardini del Comune di Napoli, hanno provveduto alla pulizia del parco dove sorge una piccola statua della Madonna, eretta come ex voto da Giuseppe Saggese, un sopravvissuto di Auschwitz. «Dopo varie segnalazioni al servizio Gestione Grandi Parchi del Comune – spiega Barbato – inviate sia da me che dal presidente Giuliana Di Sarno – abbiamo promosso l’iniziativa che ha visto il totale coinvolgimento dei cittadini. Da decenni gli abitanti della zona attendono un segnale per la rinascita del quartiere e la credibilità delle istituzioni sta proprio nel dare l’esempio». Ma la vera novità è la destinazione d’uso della nuova La Rifiorita: secondo un progetto curato dal giovane consigliere municipale qui nasceranno i “Giardini della Legalità” «in memoria di tutti coloro che si sono opposti ad ogni sistema oppressivo, dalla mafia, alla camorra, al terrorismo pagando con la vita la loro scelta. I giardini saranno intitolati, infatti, a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, don Pino Puglisi, Giancarlo Siani, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Peppino Impastato e altre vittime innocenti, i cui volti verranno raffigurati su un murales come simbolo di lotta all’illegalità». Alla bonifica del parco hanno collaborato anziani, giovani e rappresentanti delle forze dell’ordine. «Mai nome fu più appropriato – dice Di Sarno – poiché grazie al lavoro dei consiglieri che sono sentinelle sul territorio, potrà rinascere un luogo abbandonato per anni. La Rifiorita sarà, infatti, solo il primo di altri giardini della legalità che nasceranno nel quartiere».

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di Valerio Esca
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