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In onda anche l'atteso messaggio dalla radio Bbc

Natale, Benedetto XVI: Dio è dove regna pace e amore

Continuano le celebrazioni per il Natale in Vaticano

Natale, Benedetto XVI: Dio è dove regna pace e amore
25/12/2010, 09:12

Notte di Natale come nella più classica delle tradizioni, quella trascorsa in Vaticano, in una Basilica di San Pietro gremita di fedeli, anche quest'anno anticipata alle 22, durante l'omelia della messa della mezzanotte, il papa Benedetto XVI, dopo aver spiegato ampiamente il senso dell'incarnazione, ha chiesto a Dio la pace: "Ti ringraziamo per la tua bontà, ma ti preghiamo anche: mostra la tua potenza, erigi nel mondo il dominio della tua verità, del tuo amore, il regno della giustizia, dell'amore e della pace". Il Pontefice ha poi ribadito con fermezza che "Dio ci previene in modo inatteso, non cessa di cercarci, di sollevarci ogniqualvolta ne abbiamo bisogno, non abbandona la pecorella smarrita nel deserto in cui si è persa, Dio non si lascia confondere dal nostro peccato, Egli ricomincia sempre nuovamente con noi e ci ama affinché noi possiamo diventare persone che amano insieme con lui, e così possa esservi pace sulla terra". Dopo l'attesa mesa della mezzanotte, un altro evento atteso per questi giorni, e di cui ne abbiamo già accennato in un articolo di qualche giorno fa, è andato in onda l'atteso messaggio natalizio rivolto ai fedeli del Regno Unito, scritto appositamente per la radio Bbc, ricordando il viaggio di qualche mese fa in Gran Bretagna: “sono lieto - ha detto il papa Benedetto XVI - di rivolgere nuovamente a voi il mio saluto, e anzi di rivolgere i miei auguri agli ascoltatori dovunque si trovino, mentre ci prepariamo a celebrare la nascita di Cristo. I nostri pensieri ritornano a un momento della storia in cui il popolo scelto da Dio, i figli di Israele, vivevano un'attesa intensa: aspettavano il Messia che Dio aveva promesso di inviare, e lo descrivevano come un grande leader che li avrebbe riscattati dal dominio straniero e avrebbe restaurato la loro libertà". Benché Gesù "sia nato nella povertà e nel nascondimento, lontano dai centri del potere terreno -  ha detto il papa ai microfoni della Bbc -  "ha portato la liberazione non solo per le persone di quel tempo e di quel luogo ma in ogni luogo del mondo e in ogni tempo della storia". Una liberazione, tuttavia, "non politica nè attuata con mezzi militari: al contrario, ha distrutto la morte per sempre e rinnovato la vita per mezzo della sua morte obbrobriosa sulla croce". ". "Cari amici della Scozia, dell'Inghilterra, del Galles, e di ogni parte del mondo di lingua inglese  -  ha infine concluso Ratzinger  -  desidero che sappiate che vi tengo tutti molto presenti nelle mie preghiere in questo tempo santo. Prego per le vostre famiglie, per i vostri figli, per i malati, per tutti coloro che soffrono per qualsiasi difficoltà in questo tempo. Prego specialmente per gli anziani e coloro che si avvicinano alla fine dei loro giorni. Chiedo a Cristo, luce delle nazioni, di allontanare ogni oscurità dalle vostre vite e di donare a ognuno di voi la grazia di un Natale di pace e di gioia. Il Signore vi benedica tutti". Tante le celebrazioni previste per oggi, si parte alle 12, quando il Papa, dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro in Vaticano, rivolgerà il tradizionale messaggio di Natale e impartirà la benedizione Urbi et orbi. Domani invece, giorno in cui si ricorda il primo martire cristiano, Santo Stefano, dopo l'Angelus delle ore 12, il Pontefice offrirà un pranzo nell'atrio dell'Aula delle udienze, in Vaticano, a oltre cinquecento poveri assistiti dalle diverse comunità romane delle suore missionarie della carità, l'ordine di cui faceva parte anche Madre Teresa di Calcutta, occcasione in cui si ricorda anche il suo centesimo anniversario della nascita.

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di Fabio Iacolare
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