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Le testimonianze dei pochi superstiti

Naufragio in Sicilia: 250 dispersi

26 aprile vertice Italia-Francia sull'emergenza immigrazione

Naufragio in Sicilia: 250 dispersi
07/04/2011, 09:04

Almeno 250 i dispersi del naufragio avvenuto a largo di Lampedusa. Quaranta donne circa e alcuni bambini partiti dal porto libico di Zuwarah su una barca di 13 metri che non ha resistito alle onde. Il barcone si è rovesciato a circa 39 miglia da Lampedusa mercoledi notte. Continuano le ricerche sia con aerei che con motovedette, non per il recupero dei cadaveri, per i quali si attendono ancora disposizioni. “Non bisogna comunque lasciare nulla di intentato”, dichiara il comandante della Guardia costiera, Pietro Carosia, “la nostra speranza è sempre quella di trovare un naufrago, magari aggrappato ad un pezzo del relitto”.  Dei sopravvissuti si iniziano a raccogliere le prime testimonianze: “In Libia la polizia ci diceva di andare, di partire. 'Andate, andate, lì non c'è la guerra'. Siamo partiti da Al Zwara”, queste le parole di un di 29 anni, “e i poliziotti stessi, vedendoci partire , non ci hanno fermato. A bordo della barca c'erano tante donne, e tre bambini. Sembrava di essere sul Titanic. La barca oscillava a destra e sinistra. Alcuni sono caduti in mare da una parte, altri dall'altra”. Prosegue ancora il ventinovenne: “La barca si è capovolta e tanti sono caduti, tra cui la mia fidanzata e un mio amico. Siamo partiti dalla Libia. Due notti in viaggio. Il mare era molto mosso e tutti sono morti attorno a me”. Tra i superstiti anche una donna all’ottavo mese di gravidanza. Intanto a Lampedusa continuano le operazioni di sgombero. Sul fonte politico è previsto per il 26 aprile un vertice Italia – Francia, per affrontare il problema dell’emergenza immigrazione e della crisi libica.

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di Maria Grazia Romano
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