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Due inchieste. Costa: "Causa forse scoglio non censito"

Nave affonda all'Isola del Giglio: tre morti, 43 dispersi

I testimoni: "Sembrava il Titanic". Le vittime straniere


Nave affonda all'Isola del Giglio: tre morti, 43 dispersi
14/01/2012, 19:01

Incubo per i passeggeri di una nave da crociera che si è incagliata nella tarda serata di ieri in una secca di Punta Gabbianara, a pochi metri dall'Isola del Giglio, nell'arcipelago Toscano. Il bilancio provvisorio è di tre morti già accertati (due turisti francesi, Francis Servel e Jean Pierre Micheaud, ed un peruviano membro del personale, Thomas Alberto Costilla Mendoza, raccolti in mare) ed una trentina di feriti, tra cui due gravi. A provocare la tragedia, uno squarcio lungo la chiglia di circa 70 metri provocato da uno scoglio. Come accadde esattamente cento anni fa al Titanic.
Si cercano i dispersi, mentre la polemica infuria sulla presunta rotta sbagliata intrapresa dalla nave. Costa Crociere precisa: "La rotta era esatta, con molta probabilità a causare la sciagura è stato uno scoglio non segnalato". Il comandante della nave, Francesco Schettino, di origini campane, è stato ascoltato dai magistrati della Procura di Grosseto e dai componenti della Capitaneria di Porto di Livorno: con molta probabilità nelle prossime ore verrà iscritto nel registro degli indagati. Un atto dovuto per far piena luce su una tragedia di cui parlano ormai tutti i media del Pianeta.
Fino alle due della scorsa notte c'erano ancora un centinaio di persone intrappolate sulla nave, tra cui alcuni disabili. Il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi ha detto che sono ancora una settantina i passeggeri che mancano all'appello. Si attende l'intervento dei sub, spiega, per verificare se qualcuno sia rimasto nella parte della nave sommersa e poi ''non si puo' escludere, siccome c'e' stato grandissimo panico e alcune delle persone si sono buttate in mare, che puo' anche darsi che qualcuna di queste non si sia riusciti a soccorrerla''.
Almeno 1900 persone che si trovavano a bordo della Costa Concordia, sono state imbarcate e condotte a Porto Santo Stefano, spiega il Comando Generale della Capitaneria di Porto. Il soccorso ai passeggeri e' stato prestato con le scialuppe di salvataggio, con le motovedette e una ventina, fra equipaggio e passeggeri sono stati vericellati con gli elicotteri. La nave, di 290 metri di lunghezza, alle 22 circa di ieri, a seguito di un incidente in prossimita' dell'isola del Giglio, ha iniziato ad imbarcare acqua e ad inclinarsi di circa 20 gradi. Su questo aspetto, ha spiegato la Capitaneria, ci sara' un' inchiesta ma al momento non si possono formulare ipotesi. A bordo si trovavano 4231 persone, di cui 1023 facenti parte dell'equipaggio (142 partiti da Cagliari). C'erano un migliaio di turisti italiani, 500 tedeschi, 200 spagnoli e sudamericani, 160 francesi, 27 svizzeri e alcune decine di britannici tra i passeggeri della Costa Concordia, la nave da crociera affondata davanti all'isola del Giglio.
Il coordinamento delle operazioni di soccorso e' stato fin da subito assunto dalla Guardia Costiera di Livorno che ha inviato sul luogo dell'incidente le proprie motovedette, unitamente a quelle della Guardia Costiera di Porto Santo Stefano, Porto Ferraio e Civitavecchia. In area anche un elicottero partito dalla Base aerea della Guardia Costiera di Sarzana per monitorare dall'alto lo sviluppo della situazione ed intervenire in caso di necessita'. Sono state inviate sul luogo dell'incidente 4 navi mercantili in navigazione nell'area. In particolare sul traghetto Aegilium della societa' Toremar sono state imbarcate alcune delle persone che hanno abbandonato la nave, per essere trasferite all'isola del Giglio. In zona, anche mezzi navali della Guardia di Finanza, Polizia di Stato ed un elicottero della Marina Militare.
Man mano che vengono trasferite sulla terraferma, le persone che erano a bordo della nave Costa Concordia vengono identificate una ad una. L'operazione, hanno spiegato fonti dei soccorritori, è finalizzata ad avere un elenco completo di tutte le persone soccorse per confrontarlo con quello delle persone che erano imbarcate sulla nave.
A bordo c'erano circa 4.200 persone (3.200 passeggeri e 1000 membri dell'equipaggio) che stanno venendo evacuate con le scialuppe e i traghetti in servizio nell'isola del Giglio. ''La nave - spiega Costa Crociere - stava effettuando una crociera nel Mediterraneo partita da Savona con scali previsti a Civitavecchia, Palermo, Cagliari, Palma, Barcellona, Marsiglia, Savona. A bordo c'erano circa mille passeggeri di nazionalita' italiana, oltre 500 tedeschi e circa 160 francesi''.
Sul luogo dell'incidente si sono recate diverse imbarcazioni dei Vigili del Fuoco di Civitavecchia e Livorno e dei carabinieri, oltre ai sommozzatori di Grosseto, e le unità delle Capitanerie di Porto. 

67 FERITI A PRONTO SOCCORSO GROSSETO E ORBETELLO - Sono 67 le persone medicate negli ospedali di Grosseto e di Orbetello. Per 42 di queste, secondo una fonte dell'Asl di Grosseto, si e' reso necessario ''un ricovero, magari solo temporaneo in osservazione, mentre altri hanno riportato fratture o sono stati curati per ipotermia''. Solo due sono gravi, oltre a un membro dell'equipaggio, un cittadino del Bangladesh trasferito a Siena con un trauma spinale e qui sottoposto a intervento chirurgico, a Grosseto e' ricoverata una giovane con un trauma facciale.

CAPITANERIA, PROCURA E MINISTERO APRONO INCHIESTA -
La Capitaneria di Porto,  ha avviato un'inchiesta amministrativa sia sulle cause del naufragio sia sul soccorso ai passeggeri da parte dell'equipaggio. ''Riguardo a eventuali inidoneita' dei soccorsi prestati dall'equipaggio - spiega il capitano di corvetta Emilio Del Santos, portavoce della capitaneria di porto di Livorno - e' vero che i passeggeri hanno lamentato una lentezza dei soccorsi e un'inadeguatezza dell'equipaggio. Bisognera' ora capire se effettivamente e' vero o se questa percezione sia stata determinata anche dalla paura del momento.Occorre anche tenere presente, sui tempi dei soccorsi, l'ingente numero delle persone a bordo''. Anche la Procura di Grosseto e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno avviato un'indagine conoscitiva accertare le dinamiche, le cause ed eventuali responsabilita' dell'affondamento della nave Costa Concordia.

TESTIMONI: UN BOATO E BLACK OUT, TANTA PAURA 'SCENE DA TITANIC', A BORDO ANCHE BAMBINI E DONNE INCINTE  - ''Stavamo cenando quando e' andata via la luce, abbiamo sentito un colpo e un boato, e le stoviglie sono cadute per terra'': comincia cosi' il racconto all' ANSA di Luciano Castro, uno dei testimoni dell'incidente occorso questa sera alla nave Costa Concordia incagliata al largo dell'isola del Giglio, i cui passeggeri, al momento, sono in viaggio verso terra a bordo delle scialuppe di salvataggio. Primo spavento verso le 21.30, un paio d'ore dopo la partenza da Civitavecchia. Nel salone ristorante una donna incinta grida, qualche bimbo piange. Poi torna la corrente e il comandante comunica che c'e' stato un guasto al generatore elettrico, e che si provvedera' ad aggiustarlo in fretta. Qualcuno pero', si accorge che la nave si e' inclinata, ''strano per un guasto elettrico'', e il bicchiere non sta piu' dritto sul tavolo. Si attendono altre comunicazioni. Arriva l'invito ad indossare i salvagente e concentrarsi sul ponte, davanti alle scialuppe. ''Solo una misura preventiva'' - rassicura l'equipaggio, sempre secondo i testimoni - ma sulla nave, su cui viaggiano numerose famiglie con bambini, comincia a spargersi una certa preoccupazione. Infine, si ode il segnale di abbandono nave, 7 squilli brevi e uno lungo, si calano le scialuppe, mentre ancora si parla solo di guasto elettrico, e l' allarme aumenta, anche se la compagnia rassicura dicendo che non c'e' alcun pericolo. In effetti, almeno finora, non si ha notizie di feriti, ne' di contusi. Alla fine arriva la conferma che la nave si e' incagliata e che sta imbarcando acqua. Qualche spintone per salire sulle scialuppe sovraffollate, pianti e grida. ''Scene da Titanic'', commenta con l' ANSA Mara Parmegiani, giornalista, come Castro, e anche lei per caso tra i crocieristi della Concordia. ''Si era capito subito che la nave aveva urtato qualcosa - sottolinea - altro che guasto elettrico!''. Molti ora sono gia' a terra, mentre il trasbordo continua e, all'orizzonte, si intravede la nave ormai quasi coricata sulla secca.

DG COSTA CROCIERE: AL MOMENTO TRAGEDIA COMANDANTE NAVE AL TIMONE - Era al timone, nella cabina di comando della nave, il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino nel momento in cui l'imbarcazione si e' incagliata su uno scoglio dell'Isola del Giglio. Lo ha assicurato il direttore generale della compagnia Costa Crociere Gianni Onorato che, incontrando i giornalisti a Porto Santo Stefano, ha parlato di ''una tragedia''. ''E' ovvio che per noi sia una brutta giornata", ha detto Onorato. "La valutazione dell'andamento del salvataggio e' difficile farla in questo momento, la faremo insieme con le autorita' per stabilire le cause e per fare in modo che questo non avvenga piu' visto che non era mai accaduto prima", ha spiegato Onorato, che ha aggiunto: "Valuteremo la situazione insieme alle autorita' che si sono gia' messe al lavoro''. ''Il comandante della nave - ha spiegato ancora il Dg - al momento della collisione era nella cabina di comando: la Capitaneria e i vigili del fuoco stanno gestendo questa nostra informazione''. ''Il comandante della Costa Concordia e' con noi da 11 anni - ha detto Gianni Onorato - Al momento della collisione con lo scoglio, dopo aver valutato i primi danni ha deciso di mettere in sicurezza la nave, cioe' di mettere in sicurezza gli ospiti e l'equipaggio, e poi ha dato l'ordine di evacuazione'' e di abbandono della nave. Il dg di Costa Crociere ha anche fatto osservare che ''purtroppo c'e' stata una inclinazione repentina, troppo veloce della nave, che ha fatto interrompere il normale programma di evacuazione, che si stava svolgendo correttamente''. ''Da questo momento in poi - ha continuato a spiegare Onorato - sono dovute intervenire le autorita' italiane, la guardia costiera e le Capitanerie di porto a cui sono passate in mano le operazioni di salvataggio e di soccorso''.

RESSA SU BARCHE, BIMBI TENUTI IN ALTO PER SALVARLI - Quando i passeggeri della nave Costa Concordia si sono trovati stipati sulla scialuppa di salvataggio, i genitori dei bambini li hanno issati in alto per evitare che rimanessero schiacciati dalla ressa. E' una delle immagini drammatiche dell'incidente all'isola del Giglio che raccontano i superstiti sulla banchina di Porto S.Stefano. Molti bambini piangevano. Grande e' stata l'angoscia per le loro sorti sia da parte dei genitori, sia da parte degli altri passeggeri anche considerando il fatto che alcune scialuppe si sono semirovesciate quando venivano calate in mare. I genitori hanno tenuto in braccio i bimbi alzandoli finche' le scialuppe non hanno raggiunto l'isola del Giglio. Uno sforzo che ha li stremati ulteriormente

I PASSEGGERI: CAOS, NESSUNO DICEVA COSA FARE - ''Eravamo nel caos piu' totale, nessuno anche tra l'equipaggio sapeva darci indicazioni precise. Appena la nave ha cominciato ad inclinarsi, e tutti siamo stati sbattuti da una parte all'altra, cadendo e ferendoci, abbiamo deciso di andare fuori, a cercare le scialuppe di salvataggio. E' stato drammatico e c'e' voluta piu' di un'ora per abbandonare la nave''. Cosi' una famiglia di Anagni (Frosinone) che si era imbarcata a Civitavecchia ieri pomeriggio sulla nave Costa Concordia naufragata all'Isola del Giglio racconta i primi momenti del naufragio. ''Si e' spenta piu' volte la luce e non sapevamo orientarci - racconta Yuri Selvaggi, in crociera con la moglie e i figli - abbiamo abbandonato tutto per scappare. Ma a bordo c'era panico anche tra i membri dell'equipaggio. Molti stranieri. Non sapevano esattamente cosa fare neanche loro. Quando siamo finalmente saliti su una scialuppa si e' addirittura spezzata una fune mentre veniva calata. La scialuppa non e' andata subito in acqua ma ha sbattuto contro la stessa nave e solo dopo aver rimbalzato e' andata in acqua per fortuna senza rovesciarsi''. La nave Costa Concordia era partita da Savona sabato scorso per una crociera nel Mediterraneo che ha toccato Marsiglia, Barcellona, Palma de Maiorca e infine ieri pomeriggio Civitavecchia. ''L'incidente - racconta poi una famiglia di Torino - c'e' stato intorno alle 9.30 mentre eravamo nel salone ristorante. Ha cominciato a vibrare tutta la nave e ci sono stati piu' blackout elettrici. Due volte abbiamo sentito che il comandante dall'altoparlante diceva che c'era un problema al generatore, ma non capivamo quanto fosse grave l'emergenza''. ''Appena abbiamo potuto, in mezzo alla confusione, abbiamo trovato un corridoio che ci ha portato ad un ponte mentre la nave si inclinava e da li' ci siamo imbarcati su una scialuppa''. Secondo i superstiti i membri dell'equipaggio li avrebbero invitato ad entrare in cabina: "Sentivamo i richiami dei fischietti dei marinai senza capire di cosa si trattasse, e intanto era buio e capivamo che la situazione si faceva sempre piu' grave'' raccontano i passeggeri. Continuano intanto a Porto Santo Stefano gli sbarchi dai traghetti che fanno la spola con l'Isola del Giglio per riportare a terra i superstiti. Il dispositivo della Protezione civile continua la preziosa opera di assistenza e di registrazione dei naufraghi per avere una lista che da confrontare con quella di bordo. Nella palestra delle scuole medie di Porto Santo Stefano e' in funzione un centro di smistamento dove passeggeri e membri dell'equipaggio - questi ultimi circa 1.300 persone - vengono poi avviati ai pullman che li stanno portando in varie localita' tra cui Savona, Marsiglia, Fiumicino, Civitavecchia, Roma, Livorno.

NAUFRAGO: CI SIAMO SALVATI DA SOLI - ''Abbiamo vissuto scene da apocalisse. C'e' stato un forte stridio seguito da un botto e, nel ristorante, solo volati piatti e bicchieri''. E' quanto racconta il maresciallo dei carabinieri, Giuseppe Romano', 57 anni, di Paola (Cosenza) : ''In tutta questa scena da apocalisse abbiamo visto poco personale di bordo ed abbiamo cercato di fare tutto da soli''. Romano' ha ricevuto dai figli il regalo della crociera dopo che nelle settimane scorse e' deceduta sua madre. ''I miei ragazzi - ha aggiunto - mi hanno regalato questo viaggio per farmi trovare un poco di serenita' dopo che nelle settimane scorse e' morta mia madre. Proprio per questo motivo ero da solo in viaggio''. Il naufrago ha deciso di rientrare a Paola utilizzando il treno. Dopo la prima tratta da Civitavecchia a Roma Termini ora sta per rientrare in Calabria. ''Voglio rientrare il prima possibile - ha proseguito Romano' - dalla mia famiglia per riabbracciare tutti i miei cari. E' stata una situazione bruttissima ed ora avverto la stanchezza fisica perche' a bordo della nave ho fatto di tutto per mettere in salvo il maggior numero di persone''. Il maresciallo dei carabinieri e' originario di Paola, nel cosentino, ma presta servizio al Comando provinciale di Cosenza. ''Dopo il primo botto - ha ricordato Romano' - il personale di bordo della nave ci ha detto che si trattava di un guasto e che dovevamo stare tranquilli. Ci siamo resi conto che c'e' stata una manovra e poi abbiamo sentito un secondo botto e ritengo che in quell'istante lo scafo ha urtato nuovamente gli scogli. Poi e' andata via la luce ed il personale di bordo, finalmente, ci ha detto cosa era successo''. ''Un ufficiale della nave - ha concluso - mi ha chiesto di aiutare le persone. Subito dopo, con altri uomini, mi sono dato da fare per portare via il maggior numero di persone. In tutta questa scena da apocalisse abbiamo visto poco personale di bordo ed abbiamo cercato di fare tutto da soli''.

PARLA L'ESPERTO: ERRORE UMANO O AVARIA ELETTRONICA - ''Non puo' esservi dubbio: la nave ha preso uno scoglio. Le indagini dovranno stabilire perche': puo' essersi trattato di errore umano o di avaria degli apparati elettronici''. E' quanto ha detto all'ANSA un esperto di navigazione che si trova nell'area dell'incidente e che ha sommariamente ispezionato da sottobordo la CostaConcordia.

IL CORDOGLIO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appreso della drammatica emergenza incorsa alla nave di crociera Costa Concordia, e' in contatto con il Prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi, al quale ha chiesto di rappresentare i sentimenti di cordoglio e di solidarieta' ai familiari delle vittime, di augurio di pronta guarigione ai feriti, di vicinanza a quanti hanno vissuto la terribile esperienza del naufragio. Il Capo dello Stato rivolge, altresi', sentimenti di vivo apprezzamento e di partecipazione alla intensa, difficile opera di soccorso che sta impegnando le strutture della sicurezza in mare e della protezione civile, nonche' di gratitudine alla Regione Toscana ed alla comunita' dell'Isola del Giglio per l'alto senso di solidarieta' che stanno dimostrando nell'accoglienza dei naufraghi.

IL SINDACO: TRAGEDIA DI DIMENSIONI APOCALITTICHE, POPOLAZIONE MOBILITATA - ''Una tragedia di dimensioni apocalittiche che si e' verificata di fronte alla nostra Isola e che ci ha messi duramente alla prova segnandoci profondamente. Il primo pensiero va alle vittime di questa assurda sciagura''. Cosi' il sindaco di Isola del Giglio Sergio Ortelli interviene sull'incidente. ''Un fatto imprevedibile e imprevisto - ha aggiunto - che ci ha interessati e che ha trovato, nella disgrazia, una risposta forte e la solidarieta' di tutti i gigliesi che ringrazio e che si sono adoperati per tutta la notte, senza un attimo di sosta, per prestare i primi soccorsi. Sono stati messi a disposizione dei soccorsi i traghetti di linea, imbarcazioni private, sono state aperte case, scuole, le strutture comunali, chiese e coperte per la prima accoglienza''.

CHITI: FARE PIENA LUCE SU CAUSE - "La tragedia della nave da crociera nelle acque dell'Isola del Giglio colpisce e addolora. Voglio esprimere il mio cordoglio per le vittime e la mia vicinanza ai feriti e ai loro familiari. E' necessario che si faccia piena luce perche' siano accertate le cause dell'incidente, le condizioni di sicurezza della nave e le eventuali carenze negli interventi di soccorso. Bella la dimostrazione di solidarieta' che hanno portato gli abitanti dell'Argentario, le istituzioni e i volontari ai passeggeri sbarcati, accolti con coperte, medicinali e bevande calde". Cosi' il Vice Presidente del Senato Vannino Chiti.

CLINI: MASSIMO SFORZO CONTRO RISCHIO INQUINAMENTO - "Il nostro lavoro e' impegnarci al massimo con uomini e mezzi per scongiurare il rischio inquinamento, che avrebbe conseguenza gravissime". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, con un post al suo profilo Twitter. "La zona del naufragio - ha aggiunto - e' in un parco naturale di valore altissimo ma gli interventi per la salvezza delle persone, il dolore per le vittime e per la tragedia della Costa Concordia vengono prima di tutto".

CODACONS: CLASS ACTION PER RISARCIMENTO DANNI -
Il Codacons intanto ha avviato le pratiche ''per la preparazione di una class action contro la societa' di navigazione, volta a far ottenere ai passeggeri dell'imbarcazione il risarcimento per tutti i danni subiti''. ''Si tratta di un incidente di inaudita gravita' - afferma il Presidente Carlo Rienzi - Tutti coloro che si trovavano a bordo della nave hanno diritto ad essere risarciti non solo per i danni materiali subiti (costo vacanza, beni personali persi o danneggiati, e ogni eventuale danni fisico), ma anche per quelli morali, come la paura e il terrore subiti, e per i rischi corsi in relazione all'incolumita' fisica. Riteniamo che l'indennizzo non possa essere inferiore a 10.000 euro a passeggero, ed invitiamo tutti i viaggiatori che erano a bordo della Costa Concordia ad aderire alla class action compilando l'apposito modulo pubblicato sul sito www.codacons.it''. ''E' inammissibile che, nonostante le sofisticatissime strumentazioni a bordo di tali navi, installate proprio per evitare scontri e incagliamenti, si verifichino simili incidenti - aggiunge Carlo Rienzi - La magistratura dovra' indagare per disastro colposo e naufragio, accertando le responsabilita' di chi aveva il compito di guidare la nave in quel tratto di mare''.

A BORDO ANCHE DECINE PARRUCCHIERI PER REALITY TV - A bordo della 'Concordia' c'erano anche decine di parrucchieri, tra cui alcuni romagnoli, che avrebbero dovuto prendere parte a 'Professione lookmaker', un corso di formazione per parrucchieri e hair stylist previsto proprio a bordo della nave della Costa. Al termine della crociera trenta di loro, secondo il programma, avrebbero dovuto accedere ad un reality di alcune puntate su una tv nazionale per la proclamazione del 'Lookmaker 2012', con un premio di 100.000 euro da utilizzare per ristrutturare la propria azienda. Da Ravenna, in particolare, erano partiti per fare questa esperienza - riferisce il sito giornalistico 'Romagna Noi' - Elena Miccoli ed Enis Maksudovski, rispettivamente titolare e dipendente di 'Quintessence', un negozio di parrucchieri della citta' romagnola. I due sono stati contattati telefonicamente all'isola del Giglio, ''bagnati e infreddoliti - hanno detto - in attesa di rientrare a Porto Santo Stefano'', ma in buone condizioni di salute.

ANIMATORE: ERO SCESO DA POCO MI SENTO MIRACOLATO - ''Mi sento un miracolato''. Queste le prime parole pronunciate da Cristiano Pace, viterbese, 28 anni, teen animator sulla nave Costa Concordia, imbarcato dal 24 luglio scorso. Il giovane avrebbe dovuto trovarsi sulla nave, in quanto il suo turno di lavoro sarebbe finito questa mattina, dopo l'arrivo al porto di Savona. ''Ma ho chiesto e ottenuto di scendere a Civitavecchia - spiega - perche' piu' vicina a Viterbo. Per questo, per un caso fortuito, non ero a bordo al momento del naufragio''. Pace e' stato informato della tragedia in piena notte. ''Sono angosciato - dice- perche' non sono ancora riuscito ad avere notizie dei miei colleghi. Spero che stiano tutti bene''. Alla domanda se sulla nave ci fossero altri viterbesi risponde: ''Si', tra il personale c'era una ragazza di Fabrica di Roma, Barbara Melandri, 24 anni, anche lei animatrice. E' l'unica che sono riuscito a contattare. E' molto scossa, ma non ha riportato ferite''.Secondo quanto si e' appreso, in tarda mattinata, dopo essere giunta insieme agli altri passeggeri a Civitavecchia, la ragazza e' stata riaccompagnata nella sua casa a Fabrica di Roma.

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di Davide Gambardella
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