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Tra gli indagati il vicepresidente Ursprunger

Nave costa, 7 nuovi indagati per la gestione emergenza

"Errori nella manovra di avvicinamento all'Isola"

Nave costa, 7 nuovi indagati per la gestione emergenza
22/02/2012, 20:02

GROSSETO – GENOVA - “Errori nella manovra di avvicinamento al Giglio da parte degli ufficiali in plancia e carenze nella gestione dell'emergenza, da parte dei responsabili dell'unità di crisi di Costa spa”. Questi i motivi che hanno portato la procura di Grosseto a iscrivere nel registro degli indagati altre sette persone per il naufragio della Costa Concordia avvenuto il 13 gennaio. Lo si è appreso nel pomeriggio di oggi dalla procura.
Tra gli indagati per il naufragio della Concordia c'è anche il vicepresidente esecutivo della compagnia Manfred Ursprunger, responsabile fleet operation. Gli altri due indagati tra il personale di terra sono, sempre secondo quanto si apprende, Roberto Ferrarini, capo dell'unità di crisi, e Paolo Parodi, fleet superintendent della nave.
Manager austriaco di lunga esperienza nell'industria del turismo e delle crociere, Manfred Ursprunger è vicepresidente esecutivo di Costa Crociere dal novembre 2010. All'interno della compagnia è il responsabile di tutte le operazioni tecniche e marittime dell'intera flotta. Lo scorso 7 febbraio, Ursprunger è stato ascoltato dai magistrati di Grosseto che indagano sul disastro. La notte del naufragio, il manager sarebbe stato in contatto telefonico con Manrico Giampedroni, il commissario di bordo eroe della Concordia.
Costa Crociere intanto, tramite una nota, esprime «fiducia e solidarietà» ai sette nuovi indagati nell'inchiesta per il naufragio della Costa concordia. Si dice certa della «competenza professionale e correttezza etica» di chi ha operato «nelle ore successive a questo gravissimo incidente con la più elevata professionalità e abnegazione». La compagnia, che rinnova la fiducia nella magistratura, si dice inoltre certa che «verrà confermata la professionalità dell'azienda e la capacità delle sue persone».  «L'accertamento della verità è indispensabile affinchè sia fatta giustizia innanzitutto per le vittime - osserva ancora Costa Crociere - ma anche nei confronti del nostro equipaggio e dell'azienda stessa». «L'iscrizione di personale di bordo e di terra nel registro degli indagati - sostiene Costa - riteniamo sia dovuta alla necessità di fornire le garanzie di legge previste per ogni cittadino, soprattutto in considerazione della celebrazione dell'incidente probatorio che avrà luogo nei prossimi giorni».

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di Valerio Esca
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