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Sale a cinque il numero delle vittime, 15 dispersi

Nave Costa, altri due morti: "Mai partito May Day"

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Nave Costa, altri due morti: 'Mai partito May Day'
15/01/2012, 19:01

GROSSETO – Sale a cinque il numero delle vittime del naufragio della Costa Concordia al largo dell'Isola del Giglio. Dopo il ritrovamento di due turisti francesi e di un peruviano membro dell'equipaggio, due cadaveri sono stati ritrovati nello scafo della nave Costa Concordia dai sommozzatori. I corpi sono di due anziani entrambi uomini. Erano tutti e due sott'acqua in una zona completamente allagata. "Sono stati ritrovati dai sommozzatori. Una cosa che potrebbe, purtroppo, succedere ancora". Lo ha reso noto Filippo Marina, capo relazioni esterne della Capitaneria di porto. Al momento non si sa ancora dove verranno trasferite le salme.
I sommozzatori della Guardia Costiera hanno trovato i due anziani uomini senza vita mentre stavano ispezionando la zona del salone ristorante della nave Costa Concordia. Le due vittime avevano addosso il giubbotto di salvataggio. I soccorritori hanno dato il via alle operazioni di trasporto dei cadaveri a riva. 

CAPITANERIA: OPERAZIONI SUB MOLTO DIFFICILI - ''Ci sono tavoli e sedie ammassati contro le pareti, moquette che formano barriere, poi il buio dei locali interni''. E' la descrizione fatta dal portavoce della Capitaneria di porto di Livorno, il capitano di fregata Francesco Paolillo, degli ambienti interni della nave Concordia dopo le diverse missioni subacquee effettuate oggi dai nuclei dei sommozzatori della guardia costiera. ''Si tratta di operazioni - aggiunge Paolillo - che vengono eseguite con molta attenzione e che prevedono situazioni con grosse difficolta', non solo tecniche, ma anche psicologiche e di orientamento, perche' bisogna fare i conti con l'oscurita' e con locali sottosopra''. Nella parte sommersa della nave operano tre nuclei di sommozzatori della Guardia costiera, tutti ad alta specializzazione, arrivati da Genova, San Benedetto del Tronto e Napoli e coordinati dal capitano di fregata, livornese di 44 anni, Rodolfo Raiteri.

COSTA: MAI PARTITO MAYDAY, CHIAMO' CAPITANERIA - Non sarebbe mai partito un formale may day dalla Concordia. E non sarebbe stata la nave a chiamare la sala operativa, ma viceversa. Cosi' le prime ricostruzioni della Guardia costiera. L'equipaggio e la sala operativa avrebbero parlato diversi minuti prima che a terra si sapesse per la prima volta che la nave stava imbarcando acqua.

"CAPITANO, RISALGA SULLA NAVE": MA SCHETTINO NON ASCOLTO' - "Capitano risalga sulla nave". Mentre si stava consumando il dramma, il personale della guardia costiera invitò più volte il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino a risalire a bordo. Il capitano, di Meta di Sorrento, è stato fermato per pericolo di fuga e possibile inquinamento delle prove sono i due motivi, per cui la Procura di Grosseto ha deciso il fermo di polizia giudiziaria. A riferirlo il difensore, avv. Giulio Leporatti.
Il pericolo di fuga, secondo i pm grossetani che coordinano le indagini, farebbe leva sulla possibilita' che il comandante Schettino avrebbe nel trovare sostegno, anche all'estero, date le sue molteplici relazioni acquisite proprio grazie alla professione di capitano di nave. Il difensore di Schettino ha detto di voler aspettare un approfondimento delle motivazioni dei pm sotto questi aspetti, anche a partire dall'udienza di convalida prevista tra martedi' e mercoledi' al massimo.

FIGLIA PASSEGGERA: MIA MADRE E AMICA SCOMPARSE LE DUE DONNE RISULTANO CENSITE, MA FAMILIARI NON HANNO NOTIZIE-
'''Aggrappati a me'. Sono queste le ultime parole che un altro passeggero ha sentito dire a mia madre al telefono. Lei era con un'amica, che non sapeva nuotare, su una scialuppa. Forse sono cadute in acqua: da allora non sappiamo piu' nulla di loro''. Lo racconta Stefania Vincenzi, 17 anni, figlia di Maria Grazia Trecarico, 50 anni originaria di Leonforte di cui non si hanno notizie insieme insieme a Luisa Virzi' 49 anni originaria di Enna. La ragazza era anche lei, insieme al suo fidanzato Andrea Ragusa 17 anni, sulla nave Costa Concordia naufragata davanti all'isola del Giglio. ''Dalla societa' di navigazione e dalla prefettura - aggiunge Stefania - ci hanno assicurato che mia madre e la sua amica sono state censite. Ma da noi non si sono fatte sentire. E' questo e' molto strano. Inoltre ai cellulari non rispondono. Abbiamo anche chiamato gli ospedali, ma non risultano ricoverate da nessuna parte''. ''Quando e' avvenuto l'impatto noi eravamo al ristorante.- ricorda Stefania trattenendo le lacrime -. La nave si e' inclinata e ci hanno fatto andare al nono piano dove era tutto allagato dall'acqua delle piscine. Poi e' suonato l'allarme e siamo andati verso le scialuppe. Mia madre e la sua amica sono andate in cabina a prendere dei giubbotti e da allora non l'ho piu' vista. Mi ha pero' chiamato mentre ero in navigazione per sapere dove fossi. Poi anche lei e' salita sulla scialuppa e ci ha detto che stava per arrivare in porto. Poi il silenzio piu' assoluto''. ''Forse hanno smesso di cercarle - conclude - perche' risultano in salvo. Ma noi crediamo invece che siano cadute in acqua''.

Dopo le operazioni si salvataggio della coppia di coniugi coreani di 29 anni, un uomo e una donna (nella foto), in viaggio di nozze, ritrovati vivi in serata e chiusi all’interno della loro cabina,  a bordo della Costa Concordia incagliata al largo dell’'isola del Giglio,  arriva la svolta nelle indagini ad opera del procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio che ha passato il pomeriggio di ieri, nella caserma dei carabinieri di Orbetello a interrogare quanti tra i membri dell'equipaggio potevano aiutare a ricostruire l'accaduto. Nel tardo pomeriggio arriva la decisione del magistrato: il comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino, 52 anni, campano, viene fermato e portato in carcere. Schettino insieme al primo ufficiale in plancia, sono accusati, oltre a naufragio e omicidio colposo plurimo, anche dell’ abbandono della nave naufragata a 50 metri dall’Isola del Giglio, mentre c'erano ancora molti passeggeri da trarre in salvo.
Secondo quanto ricostruito dal magistrato,   il comandante:  ''si e' avvicinato molto maldestramente al Giglio, la nave ha preso uno scoglio che si e' incastrato sul fianco sinistro, facendola inclinare ed imbarcare tantissima acqua nel giro di due, tre minuti''. Ai comandi ''c'era Schettino'', ed e' stato lui ''ad ordinare la rotta: questo e' quanto ci risulta. E' stata una manovra voluta''.
Nel frattempo arriva la reazione del legale del comandante Schettino:  ''Il mio assistito – ha  commentato  l'avvocato  Bruno Leporatti - comprende le ragioni del fermo ma come suo difensore vorrei dire che diverse centinaia di persone devono la vita alla perizia che il comandante della Costa Concordia ha manifestato nell'emergenza''.
Leporatti era con il suo assistito quando e' stato notificato il provvedimento di fermo al comandante, che non e' stato sentito dai magistrati. Intanto la nave e' stata posta sotto sequestro dalla magistratura cosi' come la “scatola nera”, ovvero la registrazione di quanto avvenuto in plancia durante la navigazione. Acquisiti anche i tracciati della rotta. E proprio la rotta seguita dalla nave e su quale scoglio sia andata a sbattere sono tra le questioni al centro degli accertamenti.
Sempre ieri pomeriggio, prima del fermo,   il comandante Schettino, al Tgcom24, aveva riferito: ''Mentre navigavamo ad andatura turistica abbiamo impattato uno sperone di roccia che non era segnalato. Secondo la carta nautica, doveva esserci acqua a sufficienza sotto di noi''.
Mentre sulla  vicinanza della nave all'isola l’armatore della nave, Gianni Onorato,  ha assicurato massima collaborazione con le autorità, ma ha anche specificato: ''Non e' corretto dire che la nave era fuori rotta. E' stato un evento imprevedibile aggravato da una non prevedibile inclinazione della nave''.
Quella penale non e' l'unica indagine aperta sulla tragedia: e' stata avviata anche un'inchiesta amministrativa, da parte del ministero dei trasporti.

CONFERMATE LE GRAVI ACCUSE AL COMANADANTE   - Intanto  la Procura di Grosseto ha confermato  le gravi accuse mosse al comandante Francesco Schettino ovvero: omicidio plurimo colposo. Il comandante Francesco Schettino,  ha trascorso la prima notte in carcere e rischia fino a 15 anni di carcere per aver condotto la nave fuori rotta a ridosso dell'isola causando il tragico incidente e aver abbandonato la nave senza sovrintendere alle operazioni di soccorso.
Maggiori elementi agli inquirenti, saranno messi a disposizione solo dopo Ulteriori elementi gli esami   dalla "scatola nera" della nave, già rinvenuta, e che ha registrato  i tracciati delle rotte seguite dalla nave.
“Il comandante della nave ha accostato così tanto l'imbarcazione all'isola del Giglio... non poteva avvicinarsi così tanto all'isola... si è avvicinato così tanto che era inevitabile che questo scoglio se lo trovasse sotto la nave”, ha detto   il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, che ha aggiunto: “Questo scoglio ha tranciato la parte laterale della nave, che si è inclinata su un lato”.
Verusio ha ribadito che “Schettino era sulla plancia di comando e quindi lui stava guidando la nave, ma ha tenuto una rotta diversa, si è accostato in modo troppo audace e pericoloso alla costa”.
Sulla questione dell'avvicinamento delle navi da crociera all'isola del Giglio per permettere i saluti degli abitanti ai turisti, “stiamo facendo indagini su questa circostanza, la stiamo verificando”, ha detto ancora il procuratore capo, che ha confermato che Schettino “non è stato sicuramente l'ultimo a lasciare la nave”.

IL PASSAGGIO DAVANTI L’ISOLA:  Da quanto si è appreso, il “saluto” all’isola del Giglio era già stato fatto in passato.  A testimoniare  l’evento,  Il 9 agosto scorso, una e - mail del sindaco dell’Isola,   Sergio Ortelli,  inviata  all’allora comandante della Concordia Massimo Callisto Garbarino, pubblicata da Giglio News scriveva: “Non potevo esimermi dall’inviarLe un messaggio di compiacimento a nome di tutta la nostra comunità, compresi i graditi ospiti turisti, omaggiati da questo importante evento”.   “Abbiamo assistito ad uno spettacolo unico nel suo genere, diventato un’irrinunciabile tradizione di cui ne sono onorato e per questo motivo mi faccio interprete di ringraziamento personale a Lei ed al suo equipaggio pregandola estendere la nostra riconoscenza anche alla Costa Crociere che oramai da anni premia in questo modo un’isola tra le più belle del panorama insulare nazionale».
Al sindaco rispose, dopo qualche giorno, il comandante Garbarino: “È ormai la seconda volta che effettuo il passaggio di fronte all’isola del Giglio nel mese di agosto con la Costa Concordia. Era stata una meravigliosa esperienza tre anni addietro, ed è stata altrettanto emozionante quest’anno - scriveva il comandante -. Ieri sera, transitando di fronte al porto, ho potuto notare le migliaia di flash delle macchine fotografiche, e si potevano anche vedere i numerosi turisti che hanno assistito al passaggio”. Il messaggio terminava con un ringraziamento per aver “pubblicizzato l’evento su Giglio News”, e la speranza “che possa divenire anche per noi di bordo, una tradizione da continuare”.
Oggi il sindaco Sergio Ortelli ribadisce che non si è trattato di un saluto programmato e che talvolta   i comandanti della Costa hanno reso così onore anche a un loro collega in pensione, maestro dei comandanti della Costa, che vive sei mesi l’anno sull’Isola.
ATTENZIONE DELLA STAMPA INTERNAZIONALE – Grande attenzione da parte della   stampa internazionale alla tragedia della nave da crociera italiana che  parla con grande ampiezza della tragedia toscana. Su tutti gli organismi di informazione del mondo  dall’Inghilterra, alla Francia, agli Stati Uniti,   pubblicano notizie ed  immagini della nave girata su un fianco.

TUTTI SALVI I 43 GIAPPONESI A BORDO DELLA CONCORDIA
- Sono tutti salvi, sono arrivati a Roma, e stanno bene i 43 passeggeri giapponesi che si trovavano a bordo della nave da crociera Concordia. Lo precisa all'Adnkronos il servizio di emergenza dell'ambasciata giapponese a Roma, sottolineando che l'ambasciata ha stabilito un contatto con ognuno di loro.

RISCHIO AMBIENTALE, CORSA CONTRO IL TEMPO - Mentre i vigili del fuoco del Saf lavorano senza sosta per cercare gli eventuali superstiti ancora intrappolati nella Costa Concordia, specialisti appositamente arrivati dall'Olanda lottano contro il tempo per evitare un'altra emergenza: quella ambientale. Dentro il serbatoio della nave ci sono 2380 tonnellate di gasolio a rischio fuoriuscita. L'associazione Greepeace lancia l'allarme mentre il  ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, a SkyTg24.
dice: "Ci siamo sentiti con il ministro Corrado Passera per coordinare iniziative e interventi. Questi condomini galleggianti stanno diventando un problema ambientale serio. Bisogna intervenire rapidamente per evitare disastri in zone delicate".
L'obiettivo dei tecnici è quello di svuotare la pancia dell'imbarcazione del pericoloso liquido il prima possibile, ma ci vorranno "almeno due settimane", spiegano. "Al momento non c'è inquinamento. I rischi sono legati al cambiamento delle condizioni meteo-marine", spiega il responsabile scientifico della sezione navi anti-inquinamento del ministero dell'Ambiente, Lorenzo Barone. Se il gasolio dovesse fuoriuscire sarebbe come una bomba ecologica per i fondali dell'isola toscana. I mezzi del ministero impegnati sono quattro. A bordo strumenti per circoscrivere eventuali fuoriuscite di petrolio dalla nave.
Sul caso interviene Greepeace che lancia l'allarme per una fetta di Mar Mediterraneo delicatissima e facente parte del cosiddetto Santuario dei cetacei: «Il naufragio della Costa Concordia, con il suo luttuoso carico di vittime, comunque drammatico, pone oggi una seria emergenza ambientale cui si deve rispondere con estrema urgenza. La nave contiene migliaia di tonnellate di carburante e, verosimilmente, tonnellate di altre sostanze pericolose come lubrificanti, vernici, sostanze clorurate e amianto". Greenpeace chiede che "venga messo a punto e attuato con urgenza un piano che preveda subito lo svuotamento delle cisterne di carburante della nave e quindi la rimozione della medesima".  Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace denuncia che "in un'area, teoricamente protetta come il Santuario dei Cetacei, non esiste alcuno strumento per bloccare una nave con carico pericoloso se è in corso una tempesta o impedire alle navi da crociera di avvicinarsi pericolosamente alla costa, come avvenuto per la Costa Concordia". Il Santuario dei Cetacei nasce da un accordo tra Italia, Francia e Monaco e dovrebbe tutelare l'Alto Tirreno e il Mar Ligure per le eccezionali caratteristiche ambientali dell'area. "Purtroppo, è solo un parco "di carta" - aggiunge Greenpeace - senza alcuna misura di gestione efficace. Il naufragio della Costa Concordia non è certo il primo incidente navale nel Santuario: solo un mese fa, poche decine di miglia più a nord, il traghetto della Grimaldi Lines, Eurocargo Venezia, aveva perso in mare, durante una tempesta, circa 40 tonnellate di sostanze tossiche (catalizzatore al cobalto-molibdeno per la desolforazione di idrocarburi)".

500 MILIONI DOLLARI VALORE ASSICURATIVO COSTA CONCORDIA SECONDO ESPERTI - Cinquecento milioni di dollari, secondo un broker genovese, e' probabilmente il valore assicurativo di Costa Concordia, la nave di Costa Crociere naufragata all'isola del Giglio. L'assicuratore e' il gruppo statunitense Aon, leader mondiale nel settore del risk management e nell'intermediazione assicurativa e riassicurativa. Ma i 500 milioni di dollari riguardano soltanto la copertura della nave, scafo e macchina. Per la copertura assicurativa delle responsabilita' dell'armatore, che comprendono risarcimenti ai passeggeri e all'equipaggio, eventuali danni all'ambiente, e rimozione del relitto, interviene il club inglese Protection & Indemnity Club, nel mondo dello shipping comunemente indicato come P&I. Nel caso di Costa Concordia interverra' la Standard. La nave, secondo gli esperti del settore, e' totalmente irrecuperabile. Costa Crociere dovra' quindi fare eseguire la rimozione del relitto. Per asportare il carburante e' stata ingaggiato l'olandese Smit International Group. Il gruppo Smit, che in Italia e' rappresentato dalla societa' genovese Cambiaso Risso Service, e' al vertice nel mondo anche per quanto riguarda il trasporto i navi in avaria potrebbe quindi essere ingaggiato anche per la rimozione del relitto.

CONSOLO: GIUSTIZIA PER VITTIME - Giustizia per le vittime della tragedia della nave Costa Concordia: a chiederlo e' Giuseppe Consolo (Fli). "Da assiduo frequentatore dell'isola del Giglio, prima ancora che da parlamentare, esprimo la mia vicinanza - premette - ai familiari delle vittime della terribile tragedia del naufragio del Costa Concordia ringraziando per il lavoro delle autorita', della Magistratura per il sapiente lavoro del procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, per l'impegno del personale della Protezione Civile e di tutti i Cittadini del Giglio, di Porto Santo Stefano e della costa grossetana". "E' per• semplicemente scandaloso - attacca Consolo - che, se verranno confermate le ipotesi che stiamo leggendo in queste ore, tale e tanta superficialita' ed imperizia siano costata la vita a cinque persone, il ferimento, anche grave di molte altre, sempre che non si ritrovino in mare o nel fondo della nave nuove vittime; ci si attende quindi una esemplare punizione dei responsabili". "Auspico - conclude Consolo - che il corso della giustizia sia rapido e il lavoro investigativo della Procura di Grosseto possa portare presto all'individuazione di colpevoli. Mi auguro, infine, che maggiore prudenza e migliori criteri organizzativi siano ancor di pi— applicati, per garantire a chi viaggia una dovuta sicurezza e tranquillità".

MONTI RINGRAZIA POPOLAZIONE PER GENEROSITA' - "Ho appena ricevuto la telefonata del presidente del Consiglio, Mario Monti. Si e' complimentato per la gestione della protezione civile e ha ringraziato per la generosita' offerta nel soccorso dai cittadini dell'Isola del Giglio e di Porto Santo Stefano. Grazie presidente!". Ad affermarlo il presidente della Provincia di Grosseto, Leonardo Marras, sulla sua pagina Facebook.

MONTI PROPONE MEDAGLIA PER GIGLIO E ARGENTARIO - Il Presidente del Consiglio Mario Monti esprime a nome del Governo italiano e suo personale il profondo cordoglio alle famiglie delle vittime e vivi auguri per una pronta guarigione ai feriti colpiti nella sciagura della nave di crociera "Concordia" affondata ieri di fronte all'Isola del Giglio. Il Presidente questa sera ha telefonato al Presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras e ai sindaci dei Comuni di Monte Argentario Arturo Cerulli e dell' Isola del Giglio Sergio Ortelli per ringraziarli dell'impegno e della solidarieta' dimostrata nei soccorsi. Il Presidente ha annunciato che proporra' al Presidente della Repubblica di concedere la medaglia al valore civile alla popolazione dei due Comuni per il loro encomiabile comportamento

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di Davide Gambardella e Rosario Scavetta
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