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"Natante troppo vicino alla costa": scattano le indagini

Nave incagliata: il comandante è sorrentino, interrogato

Una famiglia di Avellino: "Pensavamo solo di poter morire"

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Nave incagliata: il comandante è sorrentino, interrogato
14/01/2012, 11:01

NAPOLI - Ci sono anche dei campani tra i naufraghi finiti nella tragedia che la notte scorsa si è verificata al largo dell'Isola del Giglio a bordo della nave Costa Concordia: il comandante - rende noto a JulieNews la capitaneria di porto di Livorno - è Francesco Schettino, di Meta di Sorrento. L'uomo in queste ore è negli uffici della Capitaneria di porto dell'Isola del Giglio per l'interrogatorio di rito. Il comandante dovrà ricostruire le fasi dell'incidente e spiegare come mai si fosse avvicinato così tanto alla costa.
Tre squadre di sommozzatori della Guardia Costiera intanto sono arrivate da Napoli, Genova e San Benedetto e si stanno immergendo per verificare che non ci siano ancora persone sott'acqua. E' invece terminata l'ispezione della parte a secco della nave. A effettuarla una squadra ispettiva di soccorso composta da guardia costiera, vigili del fuoco e da un ufficiale alla sicurezza della Costa Concordia che conosce la nave.
La Capitaneria di Porto di Napoli, intanto, ha avviato un'inchiesta amministrativa sia sulle cause del naufragio sia sul soccorso ai passeggeri da parte dell'equipaggio. ''Riguardo a eventuali inidoneita' dei soccorsi prestati dall'equipaggio - spiega il capitano di corvetta Emilio Del Santos, portavoce della capitaneria di porto di Livorno - e' vero che i passeggeri hanno lamentato una lentezza dei soccorsi e un'inadeguatezza dell'equipaggio. Bisognera' ora capire se effettivamente e' vero o se questa percezione sia stata determinata anche dalla paura del momento.Occorre anche tenere presente, sui tempi dei soccorsi, l'ingente numero delle persone a bordo''.

IL COMANDANTE: "SCOGLIO NON SEGNALATO" - "Mentre navigavamo ad andatura turistica abbiamo impattato uno sperone di roccia che non era segnalato. Secondo la carta nautica, doveva esserci acqua a sufficienza sotto di noi": è quanto ha detto il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, intervistato da Tgcom24. Il comandante della Concordia è di Meta di Sorrento.
A Meta di Sorrento, dove è nato e risiede il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, i suoi familiari seguono con comprensibile agitazione le notizie sull'affondamento della nave da crociera. Al telefono dell'abitazione del padre, Luigi, risponde una amica di famiglia: "Nemmeno noi - spiega - siamo riusciti a metterci in contatto con Francesco. Siamo in grande apprensione, tutto ciò che sappiamo l'abbiamo saputo finora unicamente dai media".

"IL COMANDANTE IN QUEL MOMENTO ERA A CENA" - "Eravamo partiti da Civitavecchia da due ore e mezza ed eravamo tutti a cena quindi vestiti in maniera elegante, in quanto era la prima cena alla quale ha partecipato anche il comandante. Ad un certo punto abbiamo sentito un boato al quale è seguito un black out". E' il racconto dell'incidente sulla nave Costa Concordia fatto dalla giornalista Mara Parmegiani Alfonsi, imbarcata sulla nave per seguire un evento moda.

"PENSAVAMO SOLO DI POTER MORIRE" - ''In quei momenti pensi solo di poter morire. Abbiamo stretto il bambino al collo, siamo riusciti a prendere il giubbotto salvagente in cabina e poi a scappare sul ponte per imbarcarci su una scialuppa''. Un'altra drammatica testimonianza del naufragio della nave Costa Concordia arriva da Pino e Rossella Pannese, di Avellino, che come molti altri si erano imbarcati a Civitavecchia ieri pomeriggio. ''Dall'altoparlante sono stati diffusi due messaggi a nome del comandante della nave in cui si diceva che c'era un problema tecnico e che sarebbe stato risolto - raccontano i coniugi - poi invece la nave ha continuato ad inclinarsi, sono andate via le luci, e con il resto della folla siamo scappati''. ''Il bambino, tre anni, e' rimasto in collo a noi per tutta l'emergenza e ha quasi sempre dormito senza rendersi bene conto di cosa stava accadendo. Per fortuna''. Altri bambini invece sono stati colti dal panico e hanno pianto. Sempre i coniugi Pannese ricordano che ''mentre la nave si inclinava, proseguiva la sua rotta, finche' abbiamo sentito l'urto contro gli scogli o il fondale vicino all'Isola del Giglio. La nave ha avuto come un contraccolpo e per un momento si e' raddrizzata: e' stato qui che, anche vedendo le luci dell'isola, moltissimo hanno cominciato a correre per i corridoi per raggiungere i ponti esterni e salire sulle scialuppe''. Pino Pannese racconta anche di aver visto ''alcune persone gettarsi in mare forse proprio perche' vedevano la costa cosi' vicina''

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di Davide Gambardella
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