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A Maratea è arrivata la nave oceanografica "Astrea"

Navi dei veleni, iniziate le ricerche nel golfo di Policastro


Navi dei veleni, iniziate le ricerche nel golfo di Policastro
16/10/2009, 10:10


Continuano ad incutere terrore, nel basso Cilento, le "navi dei veleni". Dopo l’apertura di un nuovo fascicolo d’inchiesta da parte del sostituto procuratore di Lagonegro Francesco Greco, nel Golfo di Policastro è arrivata l’AstreaLa nave oceanografica dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale dovrá esplorare i fondali marini alla ricerca di una delle imbarcazioni cariche di rifiuti tossici descritte dall’ex collaboratore di giustizia Francesco Fonti.
L’Astrea è ferma da mercoledì nel porto di Maratea e da questa mattina, tempo permettendo, dará la caccia al relitto della "Yvonne A": la nave dei veleni che sarebbe stata fatta affondare a largo di Maratea con 150 fusti di fanghi radioattivi. Le esplorazioni si spingeranno fino a oltre 15 miglia dalla costa. Dell’inchiesta, oltre alle Procure Antimafia di Catanzaro e Potenza, si sta occupando anche la Procura di Lagonegro, competente sul litorale di Maratea. «Gli strumenti che abbiamo a disposizione - ha spiegato il capo missione dell’Astrea, Luigi Alcaro - ci danno l’immagine del fondale e di eventuali ostacoli presenti: se si tratta di un relitto, ne vediamo la forma». «Se questa nave esiste, la troveremo», ha dichiarato il sostituto procuratore Francesco Greco, che da pochi mesi è stato trasferito a Lagonegro dalla Procura di Paola, dove è stato uno dei primi ad indagare su possibili imbarcazioni affondate nel basso Tirreno.
«Ho aperto un fascicolo - ha spiegato Greco - per fare maggiore chiarezza su una questione ormai divenuta pubblica e che deve essere attentamente analizzata. Al più presto creerò, come ho giá fatto a Paola, un apposito pool, che in collaborazione con la Capitaneria di Porto di Maratea e il Ministero dell’Ambiente, si occuperá di questo caso». Dopo la motonave Cuscky, rinvenuta a circa venti miglia da Cetraro, ora potrebbe spuntare un altro cargo, questa volta molto più vicino alla costa del Cilento. «Siamo preoccupati di questa situazione - ha dichiarato Amilcare Troiano, presidente del Parco nazionale del Cilento - Mi sono sentito giá con alcuni sindaci della costa per evitare inutili allarmismi e sono in stretto contatto telefonico con i vertici del Ministero dell’Ambiente, che mi hanno assicurato di seguire, in maniera scrupolosa, l’evolversi di questa situazione».
Da Palinuro a Sapri, numerosi amministratori locali hanno giá inviato una nota all’assessore regionale all’ambiente, Walter Ganapini, per chiedere un intervento concreto per ricercare possibili navi affondate, ed effettuare eventualmente la bonifica del tratto di mare interessato. Intanto, l’inchiesta iniziale condotta dal procuratore di Paola, Bruno Giordano, in merito alla nave rinvenuta al largo di Cetraro, è stata trasferita giá da alcune settimane alla Dda di Catanzaro che ricostruirá la complessa vicenda nata dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Fonti. E’ stato quest’ultimo, infatti, a parlare di un presunto coinvolgimento della criminalitá organizzata nell’affondamento delle navi con a bordo i rifiuti radioattivi.

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di Vincenzo Rubano
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