Cronaca / Droga

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Operazione congiunta tra polizia e FBI

‘Ndrangheta e USA, 6 arresti a Benevento -video

Sgominata organizzazione dedita allo spaccio di droga

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‘Ndrangheta e USA, 6 arresti a Benevento -video
11/02/2014, 10:54

BENEVENTO - Un “nuovo” ponte tra Calabria e Stati Uniti che puntava ad aprire un nuovo canale per il traffico di droga tra le due sponde dell'oceano e che aveva mire espansionistiche tali da ambire a ricoprire il ruolo che un tempo spettava alle famiglie di Cosa Nostra.

È questo ciò che è emerso dall’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria sotto il coordinamento del procuratore Federico Cafiero De Raho e l’Fbi . Centinaia gli uomini che hanno eseguito, contemporaneamente in Italia e in America, una serie di arresti e fermi nei confronti di soggetti legati alla 'Ndrangheta e a famiglie mafiose americane.  

Oltre 40 le persone indagate. 26 i provvedimenti restrittivi tra Italia e Stati Uniti. Sei le persone arrestate nel Sannio, dove i malavitosi della 'ndrangheta avevano avviato contatti per creare un'organizzazione autonoma in ambito locale dedita allo spaccio. Un 'ponte' tra la Calabria e gli Stati Uniti, dunque, che passava anche per la Campania per consentire alle 'ndrine e alle famiglie mafiose americane di aprire un nuovo canale per il traffico di droga tra le due sponde dell'oceano.

L'inchiesta, denominata 'New Bridge', nuovo ponte, è il proseguimento di quella chiamata ‘Old Bridge’, vecchio ponte, che nel 2008 svelò le connessioni nel traffico di droga tra le famiglie mafiose siciliane e quelle oltreoceano. Con l'operazione Old Bridge la polizia e l'Fbi ruppero l'alleanza fra le famiglie mafiose palermitane collegate a Salvatore Lo Piccolo e appartenenti alla famiglia Gambino di New York, la stessa con cui erano in 'affari' alcuni degli arrestati di oggi.

Ieri Cosa Nostra, oggi la ‘Ndrangheta, dunque, subentrata ai clan palermitani confermandosi l'organizzazione criminale italiana più potente e l'unica in grado di trattare direttamente con i cartelli sudamericani.

La cocaina proveniente dal Sud America sarebbe dovuta arrivare al porto di Gioia Tauro, nascosta in barattoli di frutta. La droga, in forma liquida, avrebbe dovuto essere nascosta all'interno di barattoli di ananas o cocco.

L'indagine che ha portato al blitz di oggi nasce due anni fa grazie alla collaborazione tra la polizia italiana e le autorità americane, resa possibile dal protocollo tra Italia e Stati Uniti in base al quale è previsto lo scambio di investigatori esperti nella lotta alle organizzazioni mafiose.

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di Veronica Riefolo
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