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Tra i 41 arresti anche il sindaco di Stirling, in Australia

'Ndrangheta: maxioperazione in Italia e all'estero, 41 arresti

Duro colpo sferrato alla potente organizzazione criminale

'Ndrangheta: maxioperazione in Italia e all'estero, 41 arresti
08/03/2011, 10:03

REGGIO CALABRIA - I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, i militari del Ros e la Squadra mobile della questura di Reggio Calabria stanno eseguendo l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di 41 persone ritenute affiliate alle cosche della 'ndrangheta reggina, indagate per associazione a delinquere di tipo mafioso ed altri crimini.
Alcuni dei 41 arresti, oltre che in Calabria e al nord Italia, sono stati eseguiti anche all'estero. In particolare 6 sono da eseguire in Germania e 5 tra Canada e Australia. Tra questi ultimi c'è anche Domenico Antonio Vallelonga, "Tony", che, partito giovanissimo da Nordodipace, in provincia di Vibo Valentia, tra 1996 e 2005 è riuscito a diventare primo cittadino di Stirling, una cittadina di quasi 200mila abitanti vicino Perth, in Australia, e a ricoprire diverse cariche pubbliche. Ma Vallelonga era anche un uomo del clan a tutti gli effetti. Era lui a prendere le decisioni più importanti, in coordinazione con il vertice della 'ndrangheta di Reggio Calabria, ed era sempre lui a perpetuare il modello calabrese, con gli stessi riti e le stesse attività.
L'operazione è stata denominata "Il Crimine 2" ed è la naturale prosecuzione dell'attività "Il Crimine", dello scorso 13 luglio, nel corso della quale vennero eseguiti 304 arresti in coordinazione tra le Direzioni distrettuali antimafia di Reggio Calabria e di Milano.

LA 'NDRANGHETA AL NORD E ALL'ESTERO

Dalle indagini è emerso che, attraverso ramificazioni dipendenti dai vertici decisionali del territorio calabrese, le cosche della 'ndrangheta reggina avevano replicato il loro modello organizzativo sia in Italia del nord, specialmente in Lombardia, che all'estero.
Magistrati ed investigatori definiscono infatti l'operazione come un passaggio fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata calabrese e alle sue ramificazioni nel nord del Paese e all'estero. Molti dei provvedimenti restrittivi in esecuzione riguardano affiliati alla 'ndrangheta che, nel corso dell'operazione "Il Crimine", erano stati indagati, ma nei confronti dei quali ancora non era stato disposto l'arresto.
Oltre che in Australia, l'organizzazione criminale calabra era arrivata a costituire corposi ed attivi gruppi locali anche in Canada, Svizzera e Germania. Proprio in terra tedesca, i militari hanno arrestato tra gli altri anche Bruno Nesci, boss delle cosche "locali" intercettato mentre discuteva dell'organizzazione dei gruppi esteri con i vertici 'ndranghetisti di Reggio Calabria.
Ma le maglie dell'associazione mafiosa si estendevano anche al nord del nostro paese: a Torino, i rappresentanti delle cosche erano Giuseppe Catalano e
Francesco Tamburi. A Genova, invece, a gestire gli affarri e a mantenere stretti rapporti con la Calabria c'erano altri due esponenti di spicco come Domenico Belcastro e Domenico Gangemi.

LE DICHIARAZIONI DI PIGNATONE
Giuseppe Pignatone
, procuratore capo di Reggio Calabria, ha rilasciato a Radio 24 alcune dichiarazioni inerenti all'ultimo colpo assestato ad una delle più pericolose, radicate e potenti organizzazioni criminali del mondo: l'operazione, ha sottolineato Pignatone "è la conferma dell'espansione della 'ndrangheta - non solo sul piano del traffico internazionale di stupefacenti ma anche sul piano dell'associazione mafiosa - anche in altre regioni fuori dall'Italia".
"All'estero - spiega ancora il procuratore - c'è una perfetta riproduzione dell'organizzazione calabrese: l'unità di base è sempre quella che viene definita locale e poi da queste locali estere si mantengono sempre i contatti con la casa madre cioè con la provincia di Reggio Calabria, dove periodicamente vengono a prendere ordini, direttive e strategie di lungo periodo e a rendicontare quello che avviene. Questo mi pare il dato fondamentale".
In ogni caso, conclude Pignatone "Il fulcro rimane la Calabria e la provincia di Reggio Calabria in modo particolare: questo è ciò che emerge con sicurezza sia dalle indagini culminate a luglio sia da quest'altra".
Con "Il Crimine 2", quindi, inquirenti e magistrati non hanno fatto che confermare per l'ennesima volta la forte capacità pervasiva e penetrante delle associazioni mafiosi; sconfessando ancora una volta coloro che si dicono convinti che la criminalità organizzata sia un fenomeno cangerogeno esclusivo delle terre del Sud Italia.

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di Vanessa Ioannou e Germano Milite
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