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Confiscati a Nicola Lucà beni pari a 5,6 milioni di euro

'ndrangheta, riciclavano vincite acquistando schedine


'ndrangheta, riciclavano vincite acquistando schedine
23/09/2010, 09:09

Attraverso il sistema delle vincite a giochi e lotterie nazionali, le cosche calabresi riciclavano i proventi del traffico di droga. A Nicola Lucà, esponente della 'ndrangheta sono stati confiscati dai carabinieri del Ros, beni dal valore di 5 milioni e 600 mila euro.
La Sisal di Milano accreditava i guadagni delle vincite alle cosche calabresi su conti correnti che venivano accesi per l'occasione, evitando in questo modo il rischio di essere segnalate per operazioni non regolari.
"Somme ingentissime" venivano riciclate dall'organizzazione criminale che acquistava le schedine vincenti dal reale vincitore del Superenalotto. Metodo usato soprattutto in occasione di una supervincita realizzata proprio nella ricevitoria del suocero di Nicola Lucà a Locri (Reggio Calabria).
Lucà, esponente della cosca Mancuso, è già stato arrestato con una condanna di 14 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Oltre alla confisca di beni pari a 5 milioni e 600 mila euro, i carabinieri hanno anche confiscato due immobili a Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria).
Provvedimento emesso nei confronti di Nicola Lucà dalla Corte d'Appello di Catanzaro. Già in passato i miltari avevano eseguito una prima confisca dei beni mobili e immobili vale a dire terreni, abitazioni, esercizi commerciali e veicoli pari a 20 milioni di euro. Sucessivamente attraverso le indagini dei carabinieri del Ros sono stati confiscati 5, 6 milioni di euro, riconducibili a Nicola Lucà, in contanti e in polizze a vita, individuati su conti correnti e di deposito della Unicredit Banca di Milano e Soverato (Catanzaro).

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di Claudia Peruggini
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