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Dal Brasile arriva la conferma: il terrorista sarà rifugiato

Negata l'estradizione di Battisti, il governo:"Offesa all'Italia"

I parenti delle vittime organizzano un sit-in di protesta

Negata l'estradizione di Battisti, il governo:'Offesa all'Italia'
30/12/2010, 21:12

ROMA - La notizia era stata diffusa ufficiosamente già nei giorni scorsi, scatenando rabbia e tensioni tra i parenti delle vittime di Cesare Battisti, terrorista "rosso" condannato all'ergastolo per un quadruplice omicidio ed altri efferati crimini durante gli anni di piombo. Stando alle ultime voci ufficiali arrivate dal Brasile, L’avvocatura generale di stato ha confermato con decisione che presenterà al presidente Luis Inacio Lula da Silva un parere negativo per l'estradizione di Battisti.
Come noto, il presidente brasiliano, aveva già fatto sapere in più occasioni che non si sarebbe opposto in alcun modo alla decisione presa dall'avvocatura generale. Furibonda la reazione del governo italiano che, da Palazzo Chigi, ha definito la decisione dello stato sudamericano "inaccettabile" ed offensiva per l'Italia.  In particolare attraverso un comunicato, l'esecutivo ha osservato che Lula "dovrebbe allora spiegare la sua scelta non solo al governo, ma agli italiani tutti e in particolare alle famiglie delle vittime e a un uomo ridotto su una sedia a rotelle".
Durissimo anche il commento del presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri:"Il posto di Battisti è il carcere. Chi tutela assassini ne diventa complice". Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, insieme con il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, ha poi osservato che "un gesto di ostilità" simile avrà "effetti concreti" nelle relazioni tra i due stati". Un appello per consegnare il terrorista è stato lanciato anche dal Pd ma, a quanto sembra, tutto al momento sembra inutile:"Non esiste una rappresaglia dell’Italia- ha fatti risposto Lula-. Il Brasile è sovrano. Chi farà una rappresaglia? Abbiamo già raggiunto la maggior età, ognuno fa quello che vuole. Il Brasile prende la decisione che desidera".
A questo punto, come nota anche La Stampa, i legali dell'ex leader dei Proletari Armati per il Comunismo, potrebbero richiedere la scarcerazione immediata per il proprio assistito. A decidere, però, sarà lo stesso Tribunale Supremo Federale che nel 2009 decise per un "si" riguardo la possibile estradizione del criminale. Tuttavia, fino a febbraio, non sarà possibile convocare nessuna sessione plenaria per decidere il da farsi.

ANTONELLI:"DIETRO LULA C'E' SARKOZY"
Secondo il parere di Claudio Antonelli pubblicato su Libernews, dietro il secco ed oltraggioso no all'estradizione del pluriomicida ci sarebbe la mano di Nicolas Sakozy e della sua compagna Carla Bruni.
Antonelli spiega infatti che, nel 2009, il presidente francese ha firmato con Lula un contratto di fornitura militare pari a 12 miliardi di dollari. Con quell'accordo, il Brasile ha acquistato il suo primo (ed unico) sottomarino nucleare made in france ed ha condotto un affare probabilmente unico per importi con un paese eruopeo. In cambio, Sarkozy avrebbe richiesto l'asilo politico per Battisti. Motivazione? Per Antonelli tutto è da ricollegare alla famosa "dottrina Mitterrand" che, negli anni 90, permise al terrorista comunista di vivere tranquillamente proprio in Francia; come traduttore e scrittore di romanzi. Su Liberonews si descrivono i simpatizzanti della dottrina come "una lobby trasversale che ha assunto la faccia di Carla Bruni, già cantante, modella e ora first lady di Francia. Ma che annovera tra le fila filosofi del peso (politico) di Bernard-Henri Lévy e molti esponenti dell’industria della difesa d’oltralpe".
A questo punto sarebbe non poco utile leggere il dossier di oltre 70 pagine con il quale l'avvocatura generale dello stato brasiliano ha motivato il divieto d'estradizione per il criminale italiano. Di sicuro, comunque, il governo di Rio è decisamente predisposto a fornire asilo politico ai vari condannati provenienti dall'estero. I ricordi della dittatura militari sono infatti ancora vivi nel paese carioca e ciò spiegherebbe una sorta di pietas automatica nei confronti dei prigionieri "rivoluzionari". Peccato che, come ricorda anche Antonelli, Battisti abbia compiuto determinati crimini in Italia e sotto governo democratico.
Intanto, i parenti delle vittime, hanno già annunciato che organizzeranno un sit-it di protesta davanti l'ambasciata brasiliana.

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di Germano Milite
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