Cronaca / Droga

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Nuovi sistemi della camorra, indagini in corso

Nei manifesti funebri il codice dei narcos

Tra le scritte si nasconderebbero i menù dello spaccio

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Nei manifesti funebri il codice dei narcos
14/02/2011, 12:02

NAPOLI - Manifesti funebri per parlare tranquillamente tra narcotrafficanti, per segnalare l'arrivo di droga o mandare messaggi in codice con destinatari ben precisi. Sarebbe questa l'ultima frontiera degli spacciatori, sempre alla ricerca di nuovi sistemi per comunicare tra loro senza destare sospetti e senza, ovviamente, incorrere in sequestri e manette.
L'indiscrezione, riportata da Il Mattino e da Cronache di Napoli, riguarda i pusher di alcuni clan del centro cittadino (San Carlo all'Arena e Poggioreale) e dell'area orientale (Ponticelli e Barra), che avrebbero preso in prestito un sistema già utilizzato in passato dalle 'ndrine calabresi. Si tratta di un notevole salto in avanti, di un'arma in più per continuare i propri traffici ma senza dare troppo nell'occhio.
Chi, infatti, si metterebbe mai a controllare le migliaia di manifesti funebri affissi nelle vie cittadine?
In passato l'arrivo di nuovi carichi di droga, secondo il vox populi e diverse inchieste, veniva segnalato con i fuochi artificiali nel Napoletano, mentre in Calabria la 'ndrangheta utilizzava messaggi a sfondo mistico scritti lungo le autostrade. Nascevano così quelli che sembravano improvvisati festeggiamento o i vari "Dio c'è" sulla Salerno-Reggio Calabria. Col passare del tempo, però, questi sistemi sono stati superati. La 'ndrangheta ha escogitato il sistema dei manifesti funebri, la camorra l'ha rubato.
Basta trovare un'agenzia funebre compiacente, magari proprio in odore di malavita, ed il gioco è fatto. I manifesti possono diventare un comodo nascondiglio, dove tenere la droga al riparo da occhi indiscreti ma a portata di mano.
Oppure, questa l'ipotesi più inquietante, gli stessi manifesti possono diventare veri e propri menù, sui quali, dietro ed indicazioni fittizie, si nascondono il tipo di droga arrivato, il luogo, il taglio, la qualità e persino il prezzo. Tutto in codice, ovviamente, con parole che a chiunque sembrerebbero avere un solo senso, ma che per chi conosce il dizionario della malavita acquistano accezioni del tutto diverse.

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di Nico Falco
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