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Nel 2009 spesi in Campania 1.687 milioni di euro per la manutenzione auto


Nel 2009 spesi in Campania 1.687 milioni di euro per la manutenzione auto
23/03/2010, 14:03

Nel 2009 gli automobilisti della Campania hanno speso per la manutenzione e le riparazioni delle loro automobili 1.687 milioni di euro, pari al 5,94% dei 28.415 milioni di euro spesi a livello nazionale. La spesa annua per autovettura è stata in Campania di 500 euro, contro una media nazionale di 778 euro. Questi dati derivano da uno studio condotto dall’Osservatorio Autopromotec, struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, la cui 24a edizione biennale si terrà nel quartiere fieristico di Bologna dal 25 al 29 maggio 2011.


La Campania, per spesa in manutenzione e riparazioni del proprio parco di 3.376.316 autovetture, si colloca al settimo posto della graduatoria nazionale per regioni, preceduta dalla Lombardia al primo posto, dal Lazio al secondo, dal Veneto al terzo, dall’Emilia Romagna al quarto posto, dal Piemonte al quinto posto, e dalla Toscana al sesto posto. È ovviamente Napoli la provincia della Campania che registra con 869 milioni di euro la spesa più alta per manutenzioni e riparazioni di auto eseguite nel 2009. Più distanziate seguono le province di Salerno con 337 milioni di euro, Caserta con 261 milioni di euro, Avellino con 136 milioni di euro e Benevento che, con 84 milioni di euro, chiude la graduatoria delle province campane.



In tutta Italia nel 2009 la spesa media per la manutenzione e le riparazioni di una autovettura è stata di 778 euro. La spesa complessiva degli italiani è stata invece di 28.415 milioni di euro con un incremento del 4,31% rispetto al 2008. Secondo l’Osservatorio Autopromotec, l’analisi delle cause della dinamica della spesa per l’assistenza di officina alle autovetture è sempre complessa ed in particolare lo è per il 2009, anno caratterizzato da andamenti eccezionali determinati sia dalla crisi globale che da forti incentivi alla domanda di auto. I fattori che incidono sulla consistenza e la dinamica della spesa sono comunque tre: la frequenza del ricorso all’officina, la complessità degli interventi e la dinamica dei prezzi.

Per quanto riguarda il ricorso all’officina va innanzitutto segnalato che vi è una tendenza alla diminuzione della frequenza per effetto dell’innovazione tecnologica che rende le autovetture sempre più affidabili e meno bisognose di manutenzione. Su questo andamento di lungo termine incidono però situazioni contingenti che possono, in un determinato periodo, ridurre o aumentare la frequenza del ricorso all’officina. In particolare nel 2009 la frequenza si è ridotta per due elementi. Il primo è costituito dalla congiuntura economica fortemente negativa che ha indotto molti automobilisti a rinviare gli interventi non assolutamente indispensabili. Il secondo è il fatto che gli incentivi alla rottamazione hanno determinato l’uscita dal parco circolante di molte autovetture che avrebbero avuto bisogno di ricorrere all’officina.



Un altro fattore che influisce sulla spesa è la complessità (e quindi il costo) dei singoli interventi. L’innovazione tecnologica, se da un lato rallenta la necessità di rivolgersi all’officina, dall’altro rende più complessi gli interventi per il crescente impiego dell’elettronica ed anche perché si tende sempre più a sostituire, piuttosto che a riparare.



L’ultimo fattore che incide sulla dinamica della spesa per la manutenzione e le riparazioni delle autovetture sono i prezzi. Secondo l’Istat, nel 2009 i prezzi dei ricambi hanno avuto un incremento contenuto nell’1,13%. Pure modesto è stato l’incremento della spesa per l’attività di manutenzione (1,98%). Più sostenuta, invece, la crescita dei prezzi per l’attività di riparazione (4,20%), crescita dovuta, secondo l’Osservatorio Autopromotec, ad un aumento della domanda dei servizi di officina generato dall’invecchiamento di una parte consistente del parco circolante.



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di Redazione
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