Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Mostra che Berlusconi sapeva dell'indagine da mesi

Nel caso Ruby spuntano tre telefonate al premier

E ci sarebbe anche una telefonata durante il bunga-bunga

Nel caso Ruby spuntano tre telefonate al premier
05/04/2011, 11:04

MILANO - A quanto pare, i magistrati milanesi pare abbiano deciso di utilizzare, tra le prove del processo Ruby, tre telefonate che riguardano il Presidente del Consiglio. Ovviamente non sono telefonate fatte da lui (Silvio Berlusconi è deputato della Camera e il suo telefonino non può essere intercettato senza l'autorizzazione della Camera di appartenenza) ma quelle che altre gli fanno.
La prima telefonata è fatta da Nicole Minetti il primo agosto 2010, quando Ruby veniva sentita in Procura ma nessuno aveva sentore di nulla. La consigliera regionale lombarda, appena eletta, riferisce al premier che ha parlato con Giuliante, avvocato di Lele Mora, il quale le ha riferito che sia Ruby che Michelle (la prostituta presso cui l'allora minorenne marocchina viveva, ndr) hanno parlato di lei al Pm, per cui è facile che a settembre verrà chiamata dal Pm Forno. Le parole sono significative e dimostrano come Berlusconi sapesse che la ragazza era una prostituta. Infatti il premier dice: "Ruby ha denunciato Michelle?". E la Minetti: "Sì, per induzione alla prostituzione". Berlusconi: "Una che si dà la patente di puttana?". Minetti: "Te lo giuro". Berlusconi: Roba da matti". Poi un'altra frase, che smaschera il bluff. E' del premier, che stende la linea difensiva futura: "Vabbe', quello che è importante è che ci siano diverse persone che testimonino come a noi Ruby aveva detto che aveva l'età diversa da quella che aveva insomma. Una volta che succede quello, non succede più niente. L'abbiamo soltanto aiutata perché ci faceva pena". Che infatti sono state la prima linea difensiva del premier, insieme alla balla della "nipote di Mubarak".
Ed è collegata ad una telefonata del 22 ottobre, in cui la segretaria di Berlusconi convoca Barbara Faggioli, una delle ragazze di Arcore, dall'avvocato Ghedini per il successivo 25 "per cercare di costruire e verbalizzare le normalità delle serate del presidente Berlusconi". In questo momento, è bene notarlo, nessuno ha ancora parlato delle vicende e il termine "bunga-bunga ancora non viene utilizzato. Solo il 26 ottobre il Fatto QUotidiano ne parla, ma evidentemente stanno già "normalizzando" le versioni da dare (e sarebbe curioso sapere se la Procura di Milano sta verificando se ci siano gli estremi per reati come corruzione o subornazione di testimone, ndr).
La seconda telefonata è del 26 settembre 2010 e la fa Raissa Skorkina, anche lei tra le ragazze che sono andatre spesso alle festicciole di Arcore. Nella telefonata, molto breve, Raissa dice a Berlusconi: "Mi sta finendo la benzina". E la risposta del premier è lampante: "Va bene, lo dico a Spinelli. Va bene?". Bisogna ricordare che Spinelli è il ragioniere del premier che si occupava di pagare i versamenti decisi dal premier alle ragazze dell'Olgettine e ad altre frequentatrici di Arcore.
La terza è del 4 ottobre 2010 ed è Marysthell Polanco che lo telefona e gli dice che sta per fare un casting. E Berlusconi risponde: "E' quello che ti ho procurato io, no?". A dimostrare di come ci fossero interventi non solo economici a favore delle ragazze.
C'è poi un'altra telefonata che non riguarda Berlusconi direttamente. Uno spasimante di Aris Espinoza (un'altra delle ragazze in questione ed amica di Marysthell) le chiede con un SMS di fargli ascoltare quello che succede ad Arcore. E lei obbedisce: lui chiama, lei preme il tasto di risposta senza parlare ma lasciando il telefonino aperto. E nella registrazione si sente, sullo sfondo, anche la voce del premier come dicono i brogliacci.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©