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La denuncia del Medu: "Umiliante, sotto gli occhi di tutti"

Nel CIE di Lamezia Terme la barba la si fa in gabbia


Nel CIE di Lamezia Terme la barba la si fa in gabbia
28/09/2012, 16:32

LAMEZIA TERME - La Ong Medu (Medici per i diritti umani) ha denunciato una pratica in vigore al Cie di Lamezia Terme. Qui gli immigrati sono costretti a radersi e a farsi la doccia in una gabbia all'aperto, nel cortile, sotto gli occhi di tutti. Ci sono diverse fotografie, scattate dai medici, che descrivono la pessima situazione del Centro per l'Identificazione e l'Espilsione. Nato come centro temporaneo, adesso è sovraffollato - come tutti gli altri CIE italiani - dato che ci sono molte più persone e per molto più tempo. Ormai gli extracomunitari vengono tenuti in questi lager per 18 mesi, senza che abbiano commesso alcun reato. A cui si aggiungono queste umiliazioni. 
La versione ufficiale è che questa della doccia all'aperto sia una scelta obbligata, per evitare che gli extracomunitari facciano atti di autolesionismo, per esempio tagliandosi con le lamette, per poi dare la colpa alle forze dell'ordine che li sorvegliano. In realtà è facile capire come comunque persone maltrattate ed umiliate e detenute da così tanti mesi possano trovare l'autolesionismo o un suicidio non così male. 

In data 29/09/2012 riceviamo alcune precisazione riguardo l'articolo in oggetto a firma di Francesca Fasciani - Medici per i diritti umani:  

1) la frase"Qui gli immigrati sono costretti a radersi e a farsi la doccia in una gabbia all'aperto", dalla nostra visita nel CIE di Lamezia non è emerso questo dato, gli immigrati non si lavano in gabbie all'aperto bensi utilizzano le gabbie per radersi.

2) "adesso è sovraffollato" il centro di Lamezia Terme non è sovraffollato

 

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di Antonio Rispoli
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