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I dati di Legambiente condannano le grandi città

Nelle metropoli la qualità della vita è sempre peggiore


Nelle metropoli la qualità della vita è sempre peggiore
18/10/2010, 11:10

ROMA - Il rapporto annuale di Legambiente sulla qualità della vita, tende a condannare sempre più le grandi città. Si tratta di una classifica basata sull'esame di 125 parametri differenti sui capoluoghi di provincia italiani. Come sempre i vertici della classifica sono al nord: Belluno è prima, scavalcando Verbania, che aveva vinto l'anno scorso; al terzo posto Trento. In fondo alla classifica il sud, con Catania sempre più ultima, preceduta da Palermo e Crotone. Le grandi città scendono in classifica: Roma passa dal 62esimo al 75esimo posto, Milano dal 46esimo al 63esimo, Napoli dall'89esimo al 96esimo, Firenze dal 38esimo al 45esimo. Unica eccezione Torino, che sale dal 77esimo al 74esimo.
Eppure in tanta staticità, qualcosa si muove. In Campania, per esempio, Caserta avanza di 24 posizioni, dall'83esimo al 59esimo; Salerno passa dal 34esimo al 19esimo posto; Avellino addirittura salta a pie' pari mezza classifica, passando dall'80esimo al 29esimo posto, ben 51 posizioni. In questo caso i miglioramenti sono dovuti agli enormi passi avanti fatti della raccolta differenziata dei rifiuti e, nel caso di Avellino, nel miglioramento della situazione delle conduttuere idriche e nella depurazione dell'acqua. Buon balzo in avanti anche per Isernia (dalla 95 alla 52) e per Oristano (dalla 74 alla 22).
Al contrario molte piccole realtà stanno peggiorando, come Lecco e Rieti, scese rispettivamente di 49 posizioni (dalla 30 alla 79) e di 46 posizione (dalla 32 alla 78).
Una cosa che accomuna gran parte dei Comuni che salgono in classifica è di avere una amministrazione di centrosinistra, mentre in genere la tendenza nei Comuni di destra è di agire contro l'ambiente, riducendo le zone verdi ed aumentando il numero di autovetture immatricolate, sacrificando l'efficienza dei mezzi pubblici.

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di Antonio Rispoli
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