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Maroni: "La più grande operazione antimafia di sempre"

"Nemesi", sequestrati 700 milioni ai banchieri dei Casalesi


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'Nemesi', sequestrati 700 milioni ai banchieri dei Casalesi
08/04/2010, 13:04

NAPOLI – Duecento uomini della Direzione Distrettuale Antimafia e dei Carabinieri di Caserta hanno eseguito, dalle prime ore di questa mattina, un decreto di sequestro per un valore complessivo di 700 milioni di euro. L'operazione, denominata Nemesi, costituisce il colpo più forte inferto al sodalizio criminale dei Casalesi.
La misura è stata disposta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Dda partenopea a carico degli eredi di Dante Passarelli, ex grossista poi divenuto imprenditore di riferimento dei Casalesi.
Dante Passarelli morì nel 2004, a seguito di un misterioso incidente pochi mesi prima della sentenza di primo grado del processo Spartacus, in cui era imputato del delitto di associazione mafiosa insieme ai vertici dei Casalesi. Cadde dal lastrico di una sua casa in costruzione a Villa Literno, a pochi passi dallo zuccherificio Ipam, fulcro delle sue attività. Secondo gli inquirenti Passarelli, deceduto a 50 anni, era l’imprenditore più vicino al boss Francesco Schiavone, col compito di riciclare ed incrementare gli introiti illeciti della malavita organizzata casertana. La morte di Dante Passarelli determinò, nel processo Spartacus, la declaratoria di estinzione del reato e la conseguente revoca del sequestro dei beni, fatta eccezione per quelli direttamente riconducibili all’organizzazione dei Casalesi.

Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta ad oltre 700 milioni di Euro, tra società immobiliari ed agricole, centinaia di immobili e centinaia di terreni agricoli e beni strumentali.

Tra i beni sequestrati nell’ambito dell’operazione, denominata Nemesi, figura anche l’azienda agricola "La Balzana", ex Cirio di Caserta, di Santa Maria la Fossa. Secondo quanto ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia, nella metà degli anni ’90 i massimi vertici del sodalizio dei Casalesi (Schiavone, De Falco e Bidognetti) acquistarono la struttura attraverso Dante Passarelli, per un valore di oltre 10 miliardi di lire. In quell’occasione, per mettere a segno l’acquisto la forza del clan camorristico fece sì che alcuni possibili acquirenti della tenuta agricola si facessero da parte. L’azienda, tra l’altro, era stata utilizzata dai vertici del clan come base logistica per ospitare latitanti o per spedizioni di morte nei territori circostanti Cancello Arnone. La misura cautelare, inoltre, riguarda anche la società “Immobiliare Bellavista”.

Il sequestro disposto dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione “Misure di Prevenzione” è stato effettuato a carico della moglie e dei figli di Passarelli; nei provvedimenti compaiono la moglie dell’imprenditore, Teresa De Marco, ed i figli Biagio, Gianluca, Davide, Franco, Antonella e Maria Teresa.
Franco Passarelli, in particolare, era destinatario , insieme a numerose altre persone, di una ordinanza di custodia cautelare nei confronti del sodalizio criminale operante nel maddalonese, capeggiato da Antonio Farina; secondo gli inquirenti Franco Passarelli, attualmente detenuto, si occupava della gestione dei proventi di natura estorsiva e costituiva l’anello di congiunzione tra il sodalizio dei Casalesi ed il gruppo Farina-Amoroso.

Sull’operazione Nemesi è intervenuto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, mettendo l’accento sull’importanza dei sequestri. “Voglio sottolineare con enfasi la notizia del maxi sequestro di beni a un clan della camorra, il più rilevante sequestro mai effettuato”, ha dichiarato il premier. “Voglio anche sottolineare, - ha aggiunto, - che questo risultato è stato possibile grazie alle leggi messe a punto e applicate con grande determinazione ed efficacia dal nostro governo”. “Mi sono congratulato stamani al telefono, - ha concluso, - con il Ministro dell’Interno Roberto Maroni e con il Ministro della Giustizia Angelino Alfano e li ho pregati di ringraziare a mio nome e a nome del Governo le forze dell’ordine e i magistrati impegnati nella lotta al crimine organizzato”.

Più che soddisfatto anche Roberto Maroni che, ringraziando le forze dell’ordine, parla di “una giornata da incorniciare”. Il Ministro dell’Interno ha sottolineato come un sequestro di tale entità possa creare seri problemi alle organizzazioni criminali, e l’importanza delle nuove norme introdotte dal pacchetto sicurezza, che consentono di colpire, con i sequestri, anche gli eredi. L’operazione Nemesi, ha dichiarato Maroni, “è la più grande operazione antimafia mai fatta nella storia della Repubblica italiana”. “In un colpo solo, - ha continuato, - sono stati sequestrati 700 milioni alla camorra, ma i carabinieri parlano di una cifra superiore ai 2 miliardi di euro. Oggi è quindi una giornata di festa per tutte le persone oneste”. L’operazione, ha concluso Maroni, “è stata resa possibile dalle nuove norme introdotte dal pacchetto sicurezza che consentono di colpire i beni dei mafiosi anche se sono trasmessi agli eredi”.

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di Nico Falco
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