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Neomelodici usati per riciclare i soldi dei clan -video


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Neomelodici usati per riciclare i soldi dei clan -video
13/11/2018, 15:37

I neomelodici, definiti anche menestrelli di camorra, si ritrovano a cantare ciò che vivono e a vivere ciò che cantano. Sono spesso figli dei quartieri e la camorra entra nelle loro canzoni perché gli appartiene. E così tra artisti e criminalità viene fuori un connubio esplosivo.
I neomelodici diventano lo strumento per ripulire soldi della droga e del racket. Come si legge da un articolo de Il Mattino, c’è un verbale che porta la firma di Luca Menna, pentito del clan Amato-Pagano. Un verbale che spunta dai processi su camorra e omicidi zeppo di nomi dei cantanti che avrebbero di volta in volta beneficiato del sostegno manageriale dei clan, ma che lascia intendere l’esistenza di un filone di indagine su un pezzo di imprenditoria mafiosa nell’area metropolitana di Napoli.
La camorra investe nei cantanti neomelodici, gli fa regali in soldi, li invita alle feste di piazza che gli stessi clan organizzano nei quartieri da loro controllati, sino a pagargli la registrazione dei cd. Quando i cantanti diventano famosi al clan torna una percentuale sugli incassi totali.
Il pentito Menna fa nomi e cognomi, spiega i precisi accordi imprenditoriali tra i criminali: esistono i cavallucci che di tanto in tanto vengono contattati e gettati nella mischia e poi ci sono quelli  a libretto, cioè quelli che fanno parte di un sistema criminale e per i quali si arriva addirittura a scatenare una guerra tra clan esattamente come avviene per la gestione di un partita di cocaina.

 

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di Fabiana Zollo
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