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Niente gettoni di presenza, aboliamo le municipalità. Un gruppo su Facebook con quasi 300 iscritti


Niente gettoni di presenza, aboliamo le municipalità. Un gruppo su Facebook con quasi 300 iscritti
20/06/2010, 20:06

“ Aboliamo le municipalità che hanno peraltro fallito il compito per il quale erano nate: quello di favorire il decentramento partecipativo e, nel frattempo che ciò avvenga, si cominci a procedere al taglio di ogni emolumento, indennità e gettoni di presenza compresi – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Si tratta di Enti che hanno un costo eccessivo per la collettività, specialmente se rapportato alle competenze molto limitate, le quali possono tranquillamente essere assorbite dai Comuni o dalle Regioni, in attesa dell’istituzione, laddove prevista, delle aree e dei comuni metropolitani “.
“ Mi auguro solo – prosegue Capodanno - che si vada avanti su questa strada, senza guardare in faccia a nessuno. Con i soldi risparmiati, si potranno finanziare innanzitutto i servizi sociali, con particolare riferimento a quelli elargiti dalle imprese del cosiddetto terzo settore “.
Ed al riguardo lo stesso Capodanno fonda su Facebook il gruppo “ NIENTE GETTONI DI PRESENZA: ABOLIAMO LE MUNICIPALITA' “ che in poche ore ha già raggiunto circa 300 iscritti ( http://www.facebook.com/group.php?gid=384577555636 )

Basta con gli sprechi dice nella presentazione del gruppo Gennaro Capodanno. La politica è diventata per molti un mestiere da cui trarre il proprio sostentamento attraverso gli emolumenti ricevuti per la carica ricoperta, con stipendi rimborsati per non andare di fatto a lavorare. Come se non bastasse infatti lo stipendio rimborsato dal Comune al datore di lavoro, per quelli che il lavoro già l’avevano o l’hanno trovato nel corso della consiliatura - lavoro, peraltro, che non viene svolto dal momento che i consiglieri sono quotidianamente esonerati per poter partecipare alle attività istituzionali - si aggiungono anche i gettoni di presenza, che assommano mediamente a circa 1800 euro al mese per ogni consigliere. In pratica si tratta di un doppio stipendio. Davvero troppo in un momento di crisi nel quale si chiedono sacrifici ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati. Si accontentino i consiglieri lavoratori dello stipendio versato dal Comune ai datori di lavoro per consentire loro di svolgere il proprio mandato.
“ Prendo ad esempio il capoluogo partenopeo, che è stato suddiviso in 10 Municipalità, con 300 consiglieri, 30 assessori, 10 presidenti, il cui costo, tra indennità varie e gettoni di presenza e contribuzioni aumenta di anno in anno raggiungendo nel solo 2009 la cifra di circa un milione e trecentomila mensili ( tabella allegata ), con un aumento di 70 mila euro rispetto al 2008 – precisa Capodanno - l gettoni di presenza ai consiglieri municipali costano 531.330 euro, ovvero 53.300 per ciascuna delle 10 municipalità in ognuna delle quali ci sono 30 consiglieri che percepiscono 1.776 euro al mese di indennità. A questa somma bisogna aggiungerne un’altra che pure lievita di anno in anno. Le contribuzioni, cioè gli stipendi che il Comune rimborsa ai datori di lavoro dei consiglieri eletti, i quali per svolgere il loro mandato si assentano dal posto di lavoro. Nell’anno 2009 tali contribuzioni, per complessivi circa 770 mila euro mensili, superando persino i gettoni di presenza. Dunque consiglieri e presidenti oltre allo stipendio rimborsato al datore di lavoro prendono anche gettoni di presenza ed indennità. In pratica portano a casa un doppio stipendio, svolgendo la sola attività di consigliere . Il tutto per un costo complessivo tra indennità, retribuzioni e contribuzioni mediamente di circa 20 milioni di euro all’anno “.

“ Poi vi sono i costi per le strutture, le attrezzature ed il personale, allo stato non quantificati – continua Capodanno -. Un cifra spropositata, enorme, rispetto alle funzioni reali ed ai compiti effettivamente svolti dalle Municipalità. A Napoli questi organismi non sono mai decollati, neppure quando operavano, a partire dagli anni ’80, come Circoscrizioni. Hanno poteri delegati, per lo più, solo sulla carta, non hanno bilanci autonomi e personale sufficiente. Si riuniscono in commissioni o in sedute di consiglio con cadenza quotidiana, senza però poter riuscire a risolvere concretamente i grandi e gravi problemi che affliggono le cittadinanze amministrate e senza poter dare risposte operative alle comunità amministrate “.

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di Redazione
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