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L’ultimatum del leghista Roberto Calderoli

Niente ministeri al nord? “Allora niente tasse”


Niente ministeri al nord? “Allora niente tasse”
26/05/2011, 13:05

ROMA – “Ministeri al Nord dopo i ballottaggi”: il titolo in apertura del quotidiano del Carroccio conferma che la questione riguardante il trasferimento di alcuni dicasteri sopra il Po è tutt’altro che un caso chiuso. La Lega, ha voluto assicurare il quotidiano verde ‘La Padania’ ai suoi lettori, non intende mollare la presa e la partita sarà dura. E a nulla servono le spiegazioni del Cavaliere nella lunga puntata di ‘Porta a Porta’, durante la quale il premier ha voluto frenare le polemiche, inutili in vista dei ballottaggi, su un nuovo scontro tra il suo partito e quello del senatur.
Berlusconi, dunque, sposa la linea del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, per il quale lo spostamento dei ministeri “è una questione chiusa”, ma tale posizione non piace al partito del Carroccio, che ancora una volta palesa la propria posizione attraverso il suo organo ufficiale di stampa e assicura che la questione verrà riaperta eccome dopo la chiusura delle urne per i ballottaggi.
La presa di posizione leghista non piace al Pdl. Alemanno propone un voto parlamentare che dica no allo “smembramento delle funzioni della Capitale”; la governatrice del Lazio, Renata Polverini, assicura che dirà un milione e mezzo di no al trasferimento di sedi di ministeri da Roma; il sottosegretario Carlo Giovanardi ironizza e chiede un ministero anche nell’antico “ducato di Modena”; a buttare acqua sul fuoco ci prova il ministro Angelino Alfano, che esclude “difficoltà effettive del governo”, mentre gli fa eco il ministro Ignazio La Russa: “Si era parlato di spostare due ministeri senza portafoglio e non sarebbe uno scandalo ma - rassicura - Roma capitale è un punto intoccabile”.
Che quelle della Lega siano o meno solo chiacchiere in libertà, o per usare parole di altri “segno del fallimento di Bossi”, che comporterebbero un sicuro e inutile aumento della spesa pubblica, sta di fatto che al di là della questione “ministeri”, la base non manca critiche all’accordo con Berlusconi. “Ma perchè continuiamo a rimanere ancorati al Cavaliere?”, si domandano alcuni leghisti che mantengono l’anonimato. Non è un caso, infatti, che il disagio leghista trova sfogo anche nell’apertura a sorpresa di Bossi sul referendum sull’acqua, provvedimento approvato dal governo, ma che ora i lumbard sembrano pronti ad affossare.

L’ULTIMATUM DI CALDEROLI: “NO REPRESENTATION? NO TAXATION!”
L’ultima dichiarazione in materia arriva dal ministro leghista Roberto Calderoli. E suona come una vera e propria minaccia. Il ministro della Semplificazione rientra a gamba tesa nel dibattito con un vero e proprio ultimatum: “Ci sono problemi sui ministeri al Nord? E allora niente tasse”. In altre parole il concetto è che senza rappresentanza non si pagano neanche le tasse. L’espressione utilizzata da Calderoli è stata “No representation? No Taxation”: un modo molto chiaro per lanciare quello che egli stesso definisce “l’ultimo avviso ai naviganti”. Proprio la settimana scorsa, l’esponente leghista aveva annunciato una “grande sorpresa” per Milano, dove nel fine settimana si vota per il ballottaggio, a cui stavano lavorando Berlusconi e Umberto Bossi. Successivamente i leghisti hanno annunciato il trasferimento di alcuni ministeri nell’Italia settentrionale, che poi nelle parole del premier sono diventati “dipartimenti”.

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di Antonio Formisano
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