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Dopo Alfonso Ascione è Massimo Meo in polemica con Borriello

No all’impianto per il trattamento dei rifiuti in città


No all’impianto per il trattamento dei rifiuti in città
05/08/2011, 15:08

TORRE DEL GRECO -  Non si placano le polemiche nei confronti del sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello in merito all’accordo di programma, raggiunto una settimana fa, tra le 19 città dell’area vesuviana per la gestione della raccolta dei rifiuti che prevede, tra le altre cose, la realizzazione nella città corallina di un impianto per il trattamento della frazione secca-indifferenziata. Dopo il capogruppo Udc alla provincia di Napoli Alfonso Ascione che attraverso le telecamere di Teletorre ha dichiarato : “"Mi auguro che il sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello e il presidente della provincia di Napoli Luigi Cesaro, vogliano ripensare subito alla scelta di  realizzare nella zona prospiciente il mare di Torre del Greco un impianto di trattamento della frazione secca ; la decisione assunta non solo non è quella che era a conoscenza ai tre consiglieri provinciali della zona – ha continuato - ma, soprattutto, non ci risulta essere il frutto di alcuna concertazione ne con il territorio ne con le forze politiche di maggioranza e opposizione”. A scendere in campo con un deciso NO questa volta è il capogruppo dell’Udeur, Massimo Meo che punta su un ordine del giorno, da lui proposto, che sarà discusso durante la prossima seduta del consiglio comunale, dopo la pausa estiva e comprende le perplessità e i malumori che circolano sulla realizzazione dell’impianto. Quello che viene contestato a Borriello è anche il fatto di aver preso la decisione senza un confronto con le forze politiche di minoranza : “Torre del Greco - si legge nell’ordine del giorno firmato da Meo - si caratterizza per una non trascurabile densità abitativa (2.844 abitanti per chilomentro quadrato), che peculiarizza tutto il perimetro comunale, rendendo assurda ogni decisione di realizzare impianti di trattamento dei rifiuti di così alto impatto e portata che ricadrebbero per forza di cose in prossimità di centri abitati”. “La decisione di costruire l’impianto di trattamento dei rifiuti nell’area del triangolo Santa Maria la Bruna-viale Europa-Leopardi, dove pure sorge la ex cava di Villa Inglese - prosegue Meo - risulta in aperta contraddizione con lo stesso programma di governo cittadino del sindaco, in cui si legge che le aree de quibus “costituiscono per il territorio una vera e propria perla ambientale” e che “andrebbero studiate e calibrate specifiche politiche volte a realizzare strutture produttive capaci di supportare una reale economia turistica”. Insomma dopo la questione Maresca, dopo la paura del depuratore industriale la città di Torre del Greco si prepara a vivere un nuovo capitolo di proteste e polemiche non resta che aspettare le prossime mosse del primo cittadino.

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di Simona Buonaura
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