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Nessun incidente segnalato. Nella notte bombe e razzi

No Tav, corteo pacifico dopo una notte di tensione


No Tav, corteo pacifico dopo una notte di tensione
31/07/2011, 18:07

La quiete dopo una notte di tempesta. Col buio gli scontri, di giorno la protesta pacifica che sfila in corteo. Alla fine della manifestazione No Tav gli organizzatori della fiumana che si è snodata nei boschi fra Giaglione e Chiomonte si dicono soddisfatti. Una marcia pacifica, quella della domenica, per protestare, ancora una volta, contro la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità.
Circa quattromila persone  - stando alle stime della Questura di Torino – sono arrivate sino  al campeggio dei No-Tav in prossimità dei cantieri: nessun incidente registrato.
Fra i partecipanti si sono visti molti valligiani, famiglie intere con bambini e anziani, ma anche rappresentanti dei centri sociali. Gruppi di autonomi francesi, molti vestiti di scuro, stanno, dai boschi, marciando in senso contrario al corteo. Centinaia di uomini delle forze dell'ordine, tra polizia, carabinieri, Guardia di finanza e alpini, si erano mobilitati per difendere da eventuali attacchi il sito recintato del cantiere Tav. Per precauzione è stata chiusa l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia nel tratto tra Oulx e Susa, in direzione Torino. Un elicottero dei carabinieri sorvolava la valle.
Nella notte però si sono registrate tensioni e scontri. Intorno alle 22,40 è esploso un grosso razzo, all'inizio della via dell'Avana, la strada sorvegliata dalle forze dell'ordine che conduce al cantiere della Maddalena. Circa 300 No Tav hanno iniziato a battere bastoni, pietre e ferraglie contro i cancelli e i guard-rail. Altre bombe carta sono state fatte esplodere. Le forze di polizia stanno rafforzando il cordone che si trova nella zona, ma si preparano anche a fronteggiare eventuali assalti dai boschi, sia nell'area archeologica, sia in quella di Giaglione.
Pur ribadendo la sua posizione di contrarietà alla Torino-Lione, il presidente della Comunità Montana della Valsusa e Valsangone Sandro Plano ha deciso di non partecipare alla marcia: "Né io, né altri amministratori della Valle saremo presenti domani alla manifestazione". E anzi il presidente della Comunità Montana, che conta 23 sindaci, su 43, contrari all'infrastruttura ferroviaria, ha precisato: "Non credo che ci sia nessuno di noi sindaci della Valsusa, al di là del colore politico e delle idee sulla Torino-Lione, che approvi le violenze di questi giorni attorno al cantiere di Chiomonte". Infine non ha rinunciato a rispondere a distanza al collega di partito Stefano Esposito che lo ha accusato di "silenzio assordante" sui fatti di Chiomonte. "La sua è un'inutile cagnara", ha concluso.
"Mi pare che già oggi il segnale che viene dai sindaci della Val di Susa, che hanno preso la distanze dai violenti sia importante": ha commentato il ministro dell'interno Roberto Maroni parlando con i cronisti a Varese a margine di una festa della Lega. "Noi siamo pronti e determinati - ha aggiunto Maroni - per garantire la legalità e contrasteremo, come abbiamo fatto, ogni forma di violenza". Ma, osservando che la manifestazione è stata sino ad ora pacifica, Maroni ha comunque auspicato che "i manifestanti, che hanno tutto il diritto di esprimere il loro dissenso, isolino i violenti che fanno un danno prima di tutto a loro e poi a tutto il sistema". Quindi - ha concluso "dialogo sì, però nessuna tolleranza per atti di violenza sino a quando l'opera non sarà realizzata".

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di Davide Gambardella
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