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Gli scontri: lancio di pietre e lacrimogeni a Chiomonte

No Tav: torna la tensione. “No” all’ampliamento del cantiere

La manifestazione non ha interrotto i lavori

No Tav: torna la tensione. “No” all’ampliamento del cantiere
24/08/2011, 11:08

TORINO – È tornata la tensione a Chiomonte (Torino), al cantiere per la realizzazione della ferrovia ad Alta Velocità Torino-Lione. I No-Tav non si arrendono e dopo una breve pausa estiva sono tornati nuovamente nel tentativo di bloccare, o quanto meno ostacolare, i lavori al cantiere.
Lancio di lacrimogeni da parte della polizia e un fitto lancio di sassi da parte dei manifestanti: questo lo scenario che stamattina ha contraddistinto ancora una volta il cantiere di Chiomonte, alla ripresa dei lavori di ampliamento dell’area, nella zona della Maddalena. Un gruppo di manifestanti No-Tav, infatti, ha prima fatto molto rumore battendo con oggetti metallici e, poi, si è saputo dalla Questura di Torino, ha tentato di tagliare la rete di recinzione dell’area per entrare nella zona del cantiere. Per bloccare la loro azione le forze dell’ordine hanno lanciato alcuni lacrimogeni, ai quali i manifestanti hanno risposto con il lancio di pietre. I lavori, secondo quanto annunciato dalla Questura, non hanno subito alcuna interruzione.
Ma i No-Tav non desistono: gruppi di manifestanti, infatti, si stanno radunando in queste ore nella zona di Giaglione (Torino) per raggiungere, così come si legge sul loro sito internet, la baita Clarea. L’ampliamento della zona dei lavori riguarda la recinzione in prossimità dell’area archeologica di Chiomonte, dove già nelle settimane scorse ci sono stati incidenti fra manifestanti e forze dell’ordine.
Lo scorso 16 agosto alcune diecine di manifestanti No-Tav si erano opposti all’ampliamento delle recinzioni del cantiere e avevano riempito di terra le buche scavate per installare i pali. Alcuni manifestanti erano anche saliti sulle pale meccaniche. Anche in quella circostanza, le forze dell’ordine erano intervenute e avevano consentito la prosecuzione dei lavori.

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di Antonio Formisano
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