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Cadono tutte le prove contro il rumeno

Non è di Racz il DNA dello stupratore di Primavalle


Non è di Racz il DNA dello stupratore di Primavalle
12/03/2009, 12:03

A quanto pare, ogni giorno che passa si dimostra quanto siano in errore gli inquirenti dei processi per stupro che sono avvenuti a Roma in queste prime settimane del 2009. Alexandru Isztoika Loyos e Karol Racz prima sono stati arrestati per lo stupro della Caffarella, in cui due uomini, non ancora identificati, hanno violentato una ragazza di 15 anni. Una volta che l'esame del DNA ritrovato sulla vittima ha scagionato i due rumeni, prima la Procura e la Questura hanno asserito che la prova del DNA non è conclusiva (cosa vera se è positiva, in quanto lascia un certo margine di incertezza; ma falsa quando è negativa: se non è, non è, ndr), poi hanno ottenuto che i due restassero in cella: Loyos per calunnia ed autocalunnia nella confessione videoregistrata, Racz in quanto accusato da una donna di 41 anni di essere uno dei due che l'avevano stuprata mentre tornava a casa di sera. Il riconoscimento sarebbe stato sicuro - secondo la Polizia, ma non secondo la donna - a causa della mancanza degli incisivi del sospettato. Ma dalle prime indagini sul DNA ritrovato sulla donna, secondo le prime indiscrezioni, Racz è innocente anche di questo reato. Infatti l'unico DNA trovato è stato quello del'amante egiziano della donna, col quale la stessa aveva avuto un rapporto sessuale la mattina dello stupro. E' vero che la donna, dopo lo stupro e prima di arrivare in ospedale si è lavata alla meglio con dell'acqua minerale; ma è estremamente improbabile che questo sia stato sufficiente a lavare via ogni traccia di DNA tranne - guarda caso - quella di un rapporto sessuale avvenuto oltre 12 ore prima dello stupro.
Stando così le cose, una domanda sorge spontanea: a parte il fatto di essere un rumeno e di vivere in un campo nomadi, quali sono le prove contro Karol Racz, che lo tengono ancora in prigione?

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di Antonio Rispoli
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