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Il primo cittadino ha sospeso rito fino all’estate

Non riesce a leggere giuramento sindaco rinvia cerimonia per la cittadinanza


Nella foto il sindaco di Vigonovo
Nella foto il sindaco di Vigonovo
30/01/2013, 18:42

VIGONOVO – (Venezia)  In Italia da circa 21 anni ma non sa ancora leggere bene l’italiano. Per questo motivo il primo cittadino ha deciso di sospendere la cerimonia per la cittadinanza accaduto a Vigonovo, un comune in provincia di Venezia, dove un operaio marocchino di 47 anni è stato mandato via dal sindaco di Vigonovo durante la cerimonia di giuramento per la cittadinanza. La motivazione? Non era in grado di leggere il foglio con le poche righe predisposte dall'ufficiale d'anagrafe. Per tornare, non prima di sei mesi, dovrà fare un corso di italiano.
Una decisione inaspettata, almeno per l’operaio e la sua famiglia, quella presa dal sindaco leghista Damiano Zecchinato che ha sospeso l'atto fino all’estate, come indica il Gazzettino, dopo essersi consultato con il responsabile prefettizio per l'immigrazione. Imparare a leggere è un ultimatum. Fra sei mesi infatti scadrà anche lo stesso decreto di conferimento della cittadinanza.
L'operaio, che lavora regolarmente in un'azienda metallurgica della zona e da 13 anni risiede a Vigonovo con la  moglie e le sue due figli di 9 e 6 anni, si è giustificato dicendo, "io non sono mai andato a scuola. Non so la lingua".
"Spero  che entro i prossimi sei mesi, data di scadenza del decreto di conferimento della cittadinanza riesca ad imparare l'italiano – ha dichiarato il sindaco leghista - ma ho voluto far scoppiare il caso perché a monte c'è un problema: la mancanza del rispetto della procedura da parte di prefettura e questura, enti preposti al controllo delle regolarità dell'ingresso dell'immigrato, sul soggiorno, la residenza, ma anche l'integrazione del soggetto tramite un colloquio, in cui si verifica la conoscenza della lingua italiana e dei principi fondamentali del nostro ordinamento, cosa che evidentemente non è stata fatta".
Il primo cittadino del piccolo comune veneto ha però voluto sottolineare che la sua decisione è stata presa per questioni razziali: "Nessun intento razzista, ho solo fatto il mio dovere. Di fronte a un cittadino di origini marocchine che non ha saputo proferire nemmeno tre parole in italiano, e soprattutto non capiva quello che stavo leggendo, non ho potuto che interrompere la cerimonia di giuramento per concedere la cittadinanza italiana", ha spiegato, infatti, Zecchinato che è anche il presidente della Conferenza dei dieci comuni della Riviera del Brenta. "Non ha nessuna volontà punitiva nei confronti della persona. Gli ho anche chiesto se era emozionato, e se voleva imparare a memoria la frase di giuramento 'Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi, riconoscendo la pari dignità sociale di tutte le persone', ma non c'è stato nulla da fare", ha ribadito.
Così, ha spiegato il primo cittadino "gli ho chiesto da quanto è in Italia, mi ha risposto che è da 21 anni nel nostro Paese. A quel punto, ho provato ad approfondire la vicenda e ha detto che in fabbrica parla l'arabo con i suoi colleghi, molti dei quali della stessa etnia, così anche in casa e con i suoi pochi amici". "Mi sono preoccupato - ha continuato il sindaco - perché questa totale mancanza di integrazione può essere pericolosa per sè e per gli altri. Un qualsiasi inconveniente, piccolo incidente, o una diatriba anche di poco conto potrebbe avere conseguenze spiacevoli proprio per questa totale mancanza di comprensione della nostra lingua". 

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di Erika Noschese
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