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Udienza preliminare per il reo confesso

Norvegia, folla assale l’auto che porta Breivik in tribunale

Un minuto di silenzio per onorare le vittime

Norvegia, folla assale l’auto che porta Breivik in tribunale
25/07/2011, 15:07

NORVEGIA – Onorare i 93 morti della Norvegia, uccisi brutalmente nella strage di Oslo e di Utoya. Con questo obiettivo alla commissione europea a Bruxelles, al quartier generale della Nato e nei Paesi nordici alle 12 si è tenuto un minuto di silenzio. Al tributo per le vittime, scelto da re Harald V e dal primo ministro Jens Stoltenberg, si sono subito unite Danimarca, Svezia, Finlandia e Islanda. In Norvegia, inoltre,  sempre per un minuto si sono fermati anche treni e le contrattazioni di Borsa.
E mentre ancora, non solo la Norvegia, ma tutto il mondo è sotto choc per quanto accaduto venerdì scorso, prosegue a ritmo serrato il lavoro degli inquirenti per assicurare la giusta punizione al reo confesso,  Anders Behring Breivik il cui intento era uccidere l'ex premier norvegese così come avrebbe confessato alla polizia. L’udienza preliminare si è tenuta oggi a porte chiuse in un’aula di massima sicurezza, la numero 828 all'8 piano del tribunale con accesso diretto dai garage del palazzo di giustizia tramite ascensore, dove alle 13 in punto sono entrati i poliziotti con cani antiesplosivo. Breivik avrebbe voluto un'udienza pubblica per poter fare delle dichiarazioni, ma la polizia ha chiesto e ottenuto che l'udienza si tenesse a porte chiuse per evitare di offrire una scena mediatica al killer. Le forze dell’ordine, inoltre, hanno chiesto che il giudice disponga otto settimane di carcerazione preventiva per poter raccogliere tutti gli elementi probatori necessari per procedere all'incriminazione, senza rischio di fuga.
Le misure di precauzione prese dalla polizia, però, non hanno comunque potuto salvare il killer dalla folla, che ha tentato di assalire l’auto che credevano trasportasse l’uomo in tribunale. L’auto  è stata circondata ed i manifestanti al suo passaggio hanno battuto le mani contro i vetri obbligandola a fermarsi prima che intervenisse la polizia. E mentre va in scena il primo atto del processo a Breivik, la procura a Varsavia smentisce la notizia dell’arresto del presunto complice.

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di Rossella Marino
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