Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Residenti bloccati e “ingabbiati” della Donati

Notte Bianca al Vomero: tanta gente niente affari

Operazione di facciata della de Magistris S.p.A

.

Notte Bianca al Vomero: tanta gente niente affari
01/10/2012, 13:06

NAPOLI – Impazza la polemica sui social network relativamente alla notte bianca del Vomero, un evento che da una parte ha generato un’assordante confusione, dall’altra è stata un flop inverosimile sul fronte del commercio. E chi si aspettava il grande shopping notturno è rimasto deluso, constatando che gli esercizi commerciali erano irrimediabilmente vuoti a fronte di strade stracolme di persone giunte più per incasinare che per passeggiare. Ma la cosa che ha pesato più di tutte sui residenti del quartiere collinare di Napoli, è stata la mega “gabbia” veicolare imposta dall’assessore Anna Donati che ha intrappolato i cittadini in casa per tutta la notte. Ovviamente, come c’era da attendersi, qualche quotidiano foraggiato da Palazzo San Giacomo ha evidenziato come il “divieto di circolazione ha reso più agevole e piacevole la passeggiata serale”. Ma forse l’attenta ed arguta cronista che ha redatto il pezzo ha pensato di essere a Via Caracciolo e non al Vomero, probabilmente. Tanti commercianti della zona ha sottolineato come i loro esercizi sono stati chiusi alle 22 vista l’affluenza zero di avventori anche solo per dare un’occhiata alla vetrina. Hanno retto l’urto dello shopping sottotono solo bar, e luoghi di ritrovo dove si mangia; d’altra parte la fame è l’unico bene veramente pubblico. Di “dittatura” parla l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’VIII Municipalità e residente del Vomero. Vomeresi chiusi in casa senza poter prendere l’auto per uscire ed andare altrove, sono rimasti intrappolati in una festa che forse nemmeno volevano. A questo punto si tirano le somme della “città viva” a tutti i costi di queste operazioni politico-sociali che interessano solo la de Magistris S.p.A, fatte di feste e festarelle d’ogni genere, spettacolarizzazione di tutto ciò che è possibile trasformare i teatro, magari anche il contraddittorio politico sui problemi di una città difficile presa per la gola e abbandonata dopo un anno. Da questa situazione, volendo guardare in faccia la realtà, ne viene fuori una Napoli ostaggio dei soli noti, e di quella macchina organizzativa che utilizza i soldi pubblici per propagandare operazioni di facciata.

Commenta Stampa
di Rosario Lavorgna
Riproduzione riservata ©