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Una madre denuncia:"Mio figlio umiliato davanti ai compagni"

Novara: bimbi nudi a scuola per punizione


Novara: bimbi nudi a scuola per punizione
03/03/2010, 22:03

NOVARA - Il piccolo comune di Briona, in provincia di Novara, conta poco più di 1000 abitanti ed è una delle classiche, minute comunità che balzano agli onori della cronaca solo quando vengono turbate da eventi particolari. La storia comparsa praticamente su tutti i giornali tra la giornata di ieri e quella di oggi coinvolge una bidella, tre insegnanti ed un bimbo frequentante la terza elementare della scuola "Gianni Rodari".
Tutto è partito da un gabinetto lasciato troppo sporco da parte di uno dei maschietti. Da li l’irruzione in classe della bidella che, dopo aver persuaso le tre insegnanti, ha fatto accomodare fuori le bimbe e costretto i 10 maschietti a calarsi pantaloni e mutande fin quando il colpevole non fosse uscito fuori. Scoperto il “reo” è cominciata la punizione-umiliazione; con il povero piccolo costretto a restare nudo in un angolo della classe per mezz’ora. Dato il trauma e la mortificazione subita, il bambino non ha raccontato nulla alla madre. Quest'ultima è riuscita a sapere tutta la vicenda dalla mamma di uno dei 10 giovanissimi studenti che, al contrario di quello punito, ha riportato l'intera vicenda  ai genitori. La donna si è subito recata a scuola per protestare vivamente con il diregente scolastico:"Mio figlio era intimorito - ha riferito molto adirata ai giornalisti- e non mi ha detto nulla. Solo quando ha capito che sapevo, allora si è messo a piangere e ha parlato. Ora vedrò che decisione assumere e non escludo di denunciare chi gli ha fatto questo". Sconcertato il direttore Renato Schettini:"Sono allibito - ha detto  - mi hanno avvisato le stesse maestre che probabilmente solo il giorno successivo si sono rese conto della gravità del fatto accaduto. Mi hanno spiegato che di fronte all’ira della bidella non erano riuscite a mantenere la calma e a trovare un modo diverso per risolvere il problema". Le parole del dirigente scolastico aggiungono un'altra pietosa pagina ad una storia già indecorosa di per sè. Le insegnanti, infatti, hanno scaricato tutta la colpa sulla bidella; tentando goffamente  di trovare una giustificazione al vergognoso gesto compiuto. Gesto che appare ancor di più in tutta la sua assurda sproporzione dopo aver ascoltato il resto della testimonianza della madre del bimbo denudato:"Mio figlio, forse a causa di un lieve attacco di dissenteria, ha chiesto più volte il permesso di andare in bagno. Le maestre hanno detto di no fino all’intervallo. Così il bambino, che stava male, quando è riuscito a raggiungere il gabinetto ha fatto quello che poteva e, logicamente, si è sporcato".
Come sempre accade quando si parla di piccoli comuni, la notizia è arrivata in un lampo anche al primo cittadino (Angelo Rossi) che ha così commentato:"Non può accadere che io venga a sapere queste cose dai giornalisti. Nessuno mi ha avvertito. Domani prenderò dei provvedimenti, ho delle perplessità ma questa cosa deve essere chiarita subito. E dire che stiamo parlando di insegnanti con grande esperienza, la stessa bidella è una donna stimata sia a scuola che in paese. Non riesco a rendermi conto di come possa essere successo tutto questo, almeno così come mi è stato raccontato".
Intanto la bidella, nonostante le accuse delle maestre, nega di aver chiesto ai bambini di denudarsi e non rilascia altre dichiarazioni. Apprezzabile, in ultimo, la seconda considerazione di Schettini riguardo l'indecorosa vicenda:"Non posso che scusarmi pubblicamente per quanto è accaduto e farò in modo che facciano altrettanto maestre e bidella. Il mio compito - sottolinea in fine - non è quello di difendere a tutti costi la scuola, perché in primo piano vengono i bambini. E comunque in questo caso le insegnanti e la bidella sono indifendibili. Sono molto deluso e addolorato. Ho già aperto un procedimento istruttorio per valutare quale tipo di sanzione adottare e ascolterò subito sia i genitori che le maestre".
Stando alle notizie raccolte dai cronisti anche la Procura del luogo si sarebbe attivata per chiarire la vicenda ed i carabinieri avrebbero invece raccolto la testimonianza della mamma che, come da lei stessa dichiarato, sta pensando ad una querela. Una querela che, come palese, andrebbe assolutamente fatta contro chi, come i cosiddetti "collaboratori scolastici", è pagato proprio per pulire i servizi igienici. Una bidella che perde la brocca perchè un bimbo colto da dissenteria "osa" sporcare il gabinetto è difatti un vero insulto per i lavoratori di ogni categoria.

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di Germano Milite
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