Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

NPCI: "Basta con lo Stato degli imbroglioni e dei criminali di guerra!"


NPCI: 'Basta con lo Stato degli imbroglioni e dei criminali di guerra!'
24/08/2011, 10:08

"Le autorità della Repubblica Pontificia, la borghesia imperialista e il clero non pongono fine alla crisi.  Usano la crisi come uno spauracchio. Approfittano della crisi per aumentare lo sfruttamento e la precarietà, imporre in ogni azienda il regime che Marchionne sta imponendo nelle fabbriche FIAT, ridurre i salari dei lavoratori ed estorcere più soldi alle masse popolari, attaccare i diritti sindacali e politici dei lavoratori, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e lo Statuto dei Lavoratori. Ne approfittano perfino per abolire gli Enti Locali, ridurre la loro autonomia, eliminare le feste che ricordano le vittorie delle masse popolari del nostro paese e calpestare apertamente la Costituzione che da sempre violano e aggirano. Estendono l’uso della violenza all’interno del paese (dalla Val di Susa ai campi di concentramento CIE e CARA) e della guerra nelle relazioni internazionali (dalla Libia, alla Palestina, all’Afghanistan).  È un attacco non solo ai lavoratori ma a tutte le masse popolari: disoccupati, precari, studenti, casalinghe, immigrati, pensionati. Tutte le masse popolari devono insorgere contro questo governo e i loro mandanti. Ribellarsi è necessario. Ribellarsi è giusto. Ribellarsi è l’unica via di salvezza. Siamo in tempo d’emergenza: se ci muoviamo corriamo dei rischi, ma se restiamo fermi sono guai sicuri. Le masse popolari greche ci hanno insegnato che non basta protestare. Non bastano neanche molti scioperi generali a ripetizione. Bisogna che le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari costituiscano un loro governo d’emergenza che prenda in mano il paese e attui misure d’emergenza per tutelare gli interessi e la vita della massa della popolazione. Le organizzazioni della sinistra sindacale, in primo luogo la FIOM e la USB, devono coalizzarsi e coalizzare tutte le altre forze della sinistra sindacale e le altre organizzazioni delle masse popolari dagli studenti, ai pensionati, agli immigrati, alle casalinghe, organizzare cassaintegrati, lavoratori in mobilità, disoccupati, casalinghe, coordinarsi con le Amministrazioni Comunali d’Emergenza e diventare il centro di aggregazione del movimento per la costituzione di un governo d’emergenza, il Governo di Blocco Popolare. Sono in condizione di farlo, ne hanno i mezzi e devono farlo. Siamo responsabili non solo di quello che facciamo, ma anche di quello che non facciamo mentre abbiamo la possibilità di farlo, godiamo del seguito e della fiducia necessari per farlo. In una situazione d’emergenza anche solo per difendere gli interessi più elementari dei lavoratori i sindacati devono andare oltre il terreno strettamente sindacale su cui agiscono in situazioni normali. I sindacati lo possono fare, lo devono fare. Oggi le organizzazioni sindacali sono l’unico centro di aggregazione già pronto in grado di mobilitare e unire le masse popolari per far fronte all’uragano della crisi che si aggrava. La sinistra del movimento sindacale assolutamente deve tenere in mano l’iniziativa della lotta contro i padroni e le autorità della Repubblica Pontificia, deve unirsi per mobilitare insieme le masse popolari nella lotta per costituire il Governo di Blocco Popolare. La sinistra del movimento sindacale assolutamente non deve cedere la direzione e l’iniziativa alla destra sindacale, non deve mettersi sullo stesso piano della destra, cercare un accordo con la destra nell’illusione che così si è più forti. Se la sinistra cede l’iniziativa alla destra sindacale, alla Susanna Camusso e al resto della cricca craxiana che ha preso in mano la direzione della CGIL, andranno tutti in rovina. Se la sinistra si mette sullo stesso piano della destra e cerca un accordo, la destra è più forte, perché ha l’appoggio della borghesia e del clero, si alimenta delle paure che la borghesia e il clero spargono a piene mani, eredita dalla storia degli ultimi decenni posizioni di potere. Se invece la sinistra sindacale tiene in mano l’iniziativa della lotta, ne detta le forme e i tempi e mobilita le masse popolari sulla scala più ampia di cui è capace in iniziative coordinate e concatenate, adeguate a far fronte subito almeno agli effetti più gravi della crisi, la destra sindacale è costretta a seguirla per non perdere ogni credibilità, consenso e seguito tra la massa dei lavoratori. Anche i fatti di questi giorni lo dimostrano.  La crisi in corso è più grave di tutte le crisi che hanno finora colpito i paesi capitalisti lungo tutta la loro storia. È possibile farci fronte, ma solo se da parte delle masse popolari organizzate si prendono misure d’emergenza. I capitalisti non sono in grado di porre fine a questa crisi. Le misure che prendono servono solo ad aumentare i loro soldi, a far sopravvivere i loro affari e le loro istituzioni e tirare in lungo mentre rendono più difficile la vita alle masse popolari e portano all’esasperazione tutte le contraddizioni interne e internazionali: l’arroganza, la prepotenza, la violenza e la guerra sono sempre più la loro divisa. La crisi non è un misterioso cataclisma naturale caduto dal cielo. È solo che il sistema di relazioni sociali, economiche e politiche dei capitalisti non è più adeguato alla situazione, né all’interno dei singoli paesi né a livello internazionale. Porta alla paralisi economica, alla distruzione dell’ambiente, alla concorrenza, alla rapina e alla guerra. Bisogna instaurare il socialismo. La costituzione del GBP nel nostro paese è solo il primo passo sulla via della creazione di un nuovo sistema sociale, con il quale usciremo definitivamente da questa crisi e costruiremo un futuro luminoso collaborando con i popoli di tutto il mondo.  Questo Stato non ha alcuna legittimità. Ai lavoratori lo Stato della Repubblica Pontificia impone di pagare imposte, ticket e contributi. Ai ricchi chiede soldi in prestito e impone ai lavoratori di pagare gli interessi sui prestiti. La violenza diventa sempre più il suo principale mezzo di governo, l’arroganza il suo stile di lavoro mentre le prigioni già traboccano di prigionieri. Il bene comune è retorica che ai ricchi, al clero e ai loro portavoce serve solo per imporre nuovi sacrifici ai lavoratori e al resto delle masse popolari. Se i ricchi e il clero della Chiesa Cattolica credono nelle prediche che fanno, ebbene che diano l’esempio abolendo e comunque violando il segreto con cui sono avvolte le manovre finanziarie, economiche e politiche a cui partecipano, rompendo le complicità interne e internazionali di cui i gruppi e le personalità più criminali del regime si fanno forti per perseguire i loro loschi progetti, fare i loro affari e tessere le loro trame. Come prima cosa, preliminare, prima ancora di rinunciare alle loro ricchezze e ai loro crediti, che incomincino a renderle pubbliche, a dire alle masse popolari, in pubblico, la verità su quello che hanno fatto loro e i loro soci, sulle operazioni che hanno portato alla situazione attuale, sui progetti in corso di elaborazione nelle alte sfere italiane e internazionali della borghesia e del clero della Chiesa Cattolica, sulle manovre in atto. Rinunciare alle ricchezze e ai crediti è cosa che fatta individualmente non ha senso se non come mezzo per rafforzare la lotta delle OO e delle OP, ma cosa impedisce a ognuno di loro di dire la verità alle masse popolari? Nel clima di smarrimento e sconforto, di paura e di disperazione che in questi giorni la borghesia e il clero diffondono a piene mani tra le masse popolari, noi comunisti lanciamo l’appello a organizzarsi per vincere! Gli operai devono organizzarsi e assumersi il compito di mobilitare le masse popolari per porre fine al capitalismo e instaurare il socialismo in Italia, un paese imperialista e sede del Papato! Gli operai avanzati devono organizzarsi nelle aziende e sul territorio e spingere anche il resto delle masse ad organizzarsi! Gli operai comunisti devono costituire Comitati di Partito clandestini nelle aziende e nei reparti! Il mondo non è in preda a una calamità naturale né gli uomini sono diventati matti. Semplicemente si agitano come matti nella gabbia del sistema di relazioni sociali capitaliste che ci impediscono di vivere. Dobbiamo liberarci di questa gabbia! Le masse popolari organizzate e dirette dalla classe operaia organizzata possono instaurare il socialismo e porre fine non solo agli effetti più barbarici e gravi della crisi in corso, ma al capitalismo che li genera. Possono aprire una fase nuova e luminosa della storia dell’umanità! Il primo passo sulla via dell’instaurazione del socialismo, un passo possibile in tempi brevissimi e reso indispensabile proprio dal precipitare della crisi del capitalismo, è la costituzione di un governo d’emergenza delle Organizzazioni Operaie e delle Organizzazioni Popolari, composto da persone che oggi godono della loro fiducia e decise a dare forma e forza di legge ai provvedimenti caso per caso indicati dalle OO e dalle OP, anche se con questi provvedimenti violano gli interessi e le abitudini dei ricchi e del clero e ledono le istituzioni e gli ordinamenti del sistema imperialista mondiale: il Governo di Blocco Popolare che ha come suo programma le Sei Misure Generali 1. Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa). 2. Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi. 3. Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato, ad ogni adulto un lavoro utile e dignitoso, nessun individuo deve essere emarginato). 4. Eliminare attività e produzioni inutili o dannose per l’uomo o per l’ambiente, assegnando alle aziende altri compiti. 5. Avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione. 6. Stabilire relazioni di solidarietà, collaborazione o scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi. Il Governo di Blocco Popolare in particolare abolirà subito il Debito Pubblico salvaguardando i risparmi delle masse popolari: grazie al sostegno delle OO e delle OP esso avrà la forza per far fronte alle pressioni e ai ricatti delle istituzioni del sistema imperialista mondiale e della loro quinta colonna che opera nel nostro paese! Le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari possono costringere la borghesia e il clero a ingoiare un simile governo d’emergenza: non devono accettare le imposizioni dei decreti governativi, devono violare sistematicamente le regole e le direttive delle autorità, devono rendere il paese ingovernabile da ogni governo emanazione dei vertici della Repubblica Pontificia. Le Amministrazioni Comunali d’Emergenza, la sinistra sindacale (FIOM, USB, Confederazione COBAS, CUB, ecc. ecc.), i sinceri democratici della società civile, gli esponenti della sinistra democratica che antepongono gli interessi delle masse popolari al proprio anticomunismo, possono dare un grande contributo alla costituzione del GBP! ". Così un comunicato stampa a cura del NPCI: Nuovo Partito Comunista Italiano.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©