Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Abrogate le norme per la realizzazione degli impianti

Nucleare, il governo fa retromarcia: Nessuna centrale

A palazzo Chigi temono il giudizio degli italiani?

Nucleare, il governo fa retromarcia: Nessuna centrale
19/04/2011, 14:04

ROMA – Stop del governo al programma sul nucleare. L’esecutivo decide di fare retromarcia e, con un emendamento al decreto legge Omnibus attualmente in esame al Senato, stabilisce che nel nostro Paese non saranno costruite centrali nucleari. Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, si legge nell’emendamento, “non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”.
L’emendamento modifica in questo modo l’articolo 5 del decreto stesso, articolo che prevedeva invece la moratoria per l’individuazione delle centrali nucleari. La proposta di modifica formulata dall’esecutivo renderebbe così di fatto superato il referendum sul nucleare, viene spiegato in ambienti parlamentari, e non è da escludere l’ipotesi che la decisione del governo sia stata adottata proprio per scongiurare la possibilità che il referendum, proposto dall’Idv e che incombe a giugno, anche e soprattutto sulla scia dell’allarme per la catastrofe giapponese, raggiungesse il quorum necessario per la sua validità. In altre parole per la paura di doversi confrontare con il giudizio degli italiani.
Una scelta, quella di palazzo Chigi, che era stata in qualche modo anticipata da una serie di uscite del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, molto critiche nei confronti dell’opportunità di massicci investimenti sul nucleare. Dichiarazioni culminate oggi con l’intervento davanti alla Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo. Tremonti in quella sede ha sostenuto l’opportunità di finanziare lo sviluppo delle energie alternative nel quadro di investimenti pubblici di interesse collettivo. “Questa fase - ha detto il ministro Tremonti - va utilizzata anche per sostenere investimenti pubblici destinati a operazioni di interesse collettivo. Il finanziamento delle energie alternative risponde a questa esigenza”.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©