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Indignazione collettiva: “Serve una legge”

Nuoro, lista liceali gay su facebook. Monta la protesta


Nuoro, lista liceali gay su facebook. Monta la protesta
20/03/2013, 19:39

Liceo classico "Giorgio Asproni" di Nuoro nella bufera. Lunedì scorso, infatti, sulla pagina facebook del liceo, gestita dagli studenti, sono stati pubblicati  nomi, cognomi e frequentazioni degli alunni omosessuali. Numerosi i messaggi di solidarietà giunti ai liceali gay inseriti nella lista che, nel corso della nottata, si è arricchita di nuove segnalazioni. Fino a quando la pagina sul social network è scomparsa definitivamente.
Stando a quanto raccontato da "La Nuova Sardegna", il martedì mattina gli studenti dell'Asproni si sono svegliati più agguerriti che mai. Il preside del liceo, Antonio Fadda, convocati docenti e rappresentanti di istituto, ha deciso di organizzare una manifestazione per condannare la "lista nera" e per solidarizzare con i coinvolti.
"Di fronte a un episodio del genere non potevamo rimanere indifferenti – ha spiegato Fadda al quotidiano sardo – è stata una pubblica umiliazione e non potevamo lasciare soli coloro che hanno subito questi affronti. La scuola non farà mai finta di niente".
“L’intolleranza nelle nostre scuole non deve essere accettata, per nessun motivo”. È quanto dichiarato da  Daniele Lanni, Portavoce nazionale della Rete degli studenti medi, commentando quanto accaduto a Nuoro, dove alcuni studenti liceali hanno pubblicato su facebook i nomi di alcuni compagni ritenuti omosessuali “con dei commenti abbastanza tristi e deplorevoli”. “Siamo convinti - scrive Lanni in una nota - che il problema sia culturale di tutto il paese, per questo c’è forte necessità di impegnarsi immediatamente ad una legge contro l’omofobia, perché cose di questo genere non si possono mai più ripetere e le istituzioni devono essere esempio alle giovani generazioni”.
L’Uds chiede da parte sua di dotare “le scuole, le università, la docenza tutta, gli studenti e le studentesse degli strumenti necessari per contrastare questi fenomeni: consigliera di parità, comitato unico di garanzia, assemblee tematiche, sportelli di assistenza, corsi di formazione per l’intero apparato scolastico”.
“Le scuole dovrebbero essere luoghi di inclusione e crescita, spazi in cui educarsi ad una cultura democratica che consideri le differenze una ricchezza e non una minaccia”,dichiara Carmen Guarino dell’Unione degli Studenti. “Troppo spesso però è proprio tra i banchi, nelle aule che l’omofobia, la xenofobia e i peggiori fenomeni discriminatori trovano spazio per nascere e diffondersi. Quanto successo al liceo classico di Nuoro - non fa che confermare il dato che la scuola italiana è tuttora impregnata di una cultura patriarcale ed eteronormata”.  “Bisogna ripartire dalla qualità della scuola pubblica - conclude - questa, distrutta dalle politiche di tagli indiscriminati di questi anni e dalla volontà politica di dismetterla, non ha bisogno di essere riqualificata con le parole ma ha bisogno innanzitutto dei fondi e degli strumenti per poter essere un presidio democratico sul territorio”.

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di Erika Noschese
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