Cronaca / Sanità

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Riducendo una molecola del cervello

Nuova frontiera delle diete, come dimagrire senza palestra

La ricerca è stata guidata da Daniele Piomelli

Nuova frontiera delle diete, come dimagrire senza palestra
06/03/2012, 19:03

ROMA - Ecco come bruciare la «ciccia» senza troppa fatica, evitando sfibranti sessioni in palestra e diete rigidissime. Riducendo una droga naturalmente prodotta nel cervello, una molecola simile ai cannabinoidi della marijuana, infatti, il metabolismo dei grassi si accelera evitando l'accumulo di chili di troppo anche per chi di dieta e palestra non ne vuol proprio sapere. È la scoperta di un team internazionale di ricercatori guidato dall'italiano Daniele Piomelli, che lavora sia presso l'IIT di Genova, sia all'università di Irvine. Non un'incitazione a sedentarietà e vizi a tavola, ma un possibile modo in più per aiutare a dimagrire è quello scoperto dagli scienziati in uno studio pubblicato sulla rivista Cell Metabolism: gli esperti hanno ridotto la concentrazione dell'endocannabinoide 2-AG (2-arachidonilglicerolo) prodotto naturalmente nel nostro cervello, e osservato che ciò rende i topolini «immuni» dal metter su chili di troppo, anche se mangiano in modo eccessivo e stanno sempre fermi. «Volevamo capire le funzioni di uno dei due endocannabinoidi, il 2-AG - spiega Piomelli intervistato dall'ANSA - Così ne abbiamo abbassato i livelli nei neuroni, aumentando la quantità di una proteina, la MGL (monoacilglicerolo lipasi), che i neuroni stessi utilizzano per distruggere il 2-AG». In questo modo i livelli cerebrali di 2-AG sono scesi di circa il 50%. «La grande sorpresa di questo lavoro - racconta - è che così facendo aumentava il metabolismo dei topi. Ci siamo accorti che questi topi non mettevano su peso come i topi di controllo e quindi ci siamo incuriositi e abbiamo studiato il loro metabolismo energetico nei dettagli. È allora - prosegue Piomelli - che abbiamo scoperto la loro maggiore capacità di bruciare i grassi. Abbiamo scoperto che il loro grasso bruno (parte del tessuto adiposo specializzata nella produzione di calore) diviene iperattivo». Gli scienziati hanno poi verificato che tutto ciò era scatenato proprio dalla riduzione di 2-AG nel cervello. Ciò vuol dire che il 2-AG cerebrale controlla la termogenesi, il processo attraverso cui il nostro corpo converte l'energia dei grassi in calore. La scoperta è promettente: «si potrebbe in effetti ottenere una medicina che aumenta il metabolismo corporeo, e quindi fa dimagrire, agendo sui livelli di 2-AG cerebrale - spiega Piomelli - per esempio riducendone la produzione. Molecole di questo genere non esistono ancora, ma possono essere inventate». «Adesso - conclude - vogliamo continuare a studiare i nostri topi, per capire se il 2-AG ha altri ruoli importanti che finora ci sono sfuggiti; cosa che serve anche a capire se un farmaco che ne riduce la produzione è sicuro da usare», insomma se non dà effetti collaterali. 

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di Valerio Esca
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