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Seconda udienza, la verità di Gabriele a 4 mesi dall'arresto

Nuovamente alla “sbarra” il maggiordomo del Papa


Nuovamente alla “sbarra” il maggiordomo del Papa
02/10/2012, 10:46

ROMA -  Nuovamente alla “sbarra” il maggiordomo del Papa. Nella piccola aula del Tribunale vaticano,    seconda udienza del processo per la fuga dei documenti riservati di Benedetto XVI.  Paolo Gabriele (nella foto), ex aiutante di camera di Sua Santità, unico imputato del processo deve  rispondere di furto aggravato. Gabriele, oggi,  sarà il protagonista  di quello atteso come un momento "clou" del dibattimento penale.  A poco più di quattro mesi dall'arresto, avvenuto il 23 maggio scorso (Gabriele è dalla fine di luglio in libertà provvisoria ma con prescrizioni analoghe a quelle degli arresti domiciliari), il presunto "corvo" vaticano dovrà spiegare, nella sua deposizione dinanzi al collegio giudicante presieduto da Giuseppe Dalla Torre, come si è appropriato delle decine e decine di carte private del Pontefice, trafugandole dalla segreteria personale del Papa, e i motivi che lo hanno spinto a una tale "infedeltà" rispetto alle mansioni e ai doveri di persona più vicina al pastore supremo della Chiesa.  Già nell'istruttoria formale, negli interrogatori condotti dal giudice Piero Antonio Bonnet, "Paoletto" - 46 anni, sposato e con tre figli - si è assunto la piena responsabilità del furto delle carte (in casa la Gendarmeria gli ha sequestrato materiale, compresi molti file scaricati da Internet, che ora riempie ben 82 scatoloni) e ha ammesso di essere stato lui a consegnarle a Gianluigi Nuzzi, permettendone così la pubblicazione prima, in piccola parte, su quotidiani, e poi nel libro "Sua Santità", ormai bestseller internazionale.

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di Rosario Scavetta
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