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La missiva recapitata a Cronache di Napoli

Nuove Br Napoletane: proiettili per Gabriele e Caldoro


Nuove Br Napoletane: proiettili per Gabriele e Caldoro
14/06/2010, 20:06

NAPOLI – Una busta con cinque proiettili calibro 38 e un volantino con minacce di morte ad alcuni politici è stato recapitato oggi all’ufficio di diffusione di Napoli del quotidiano “Cronache di Napoli”. Nel testo, caratterizzato da numerosi errori grammaticali, compaiono i nomi di Corrado Gabriele, assessore al lavoro della giunta Bassolino, Stefano Caldoro, attuale governatore della Regione Campania, Russo, attuale assessore alle politiche sociali e Severino Nappi, subentrato a Gabriele. Il filo conduttore che lega i politici nominati, della ex e dell’attuale Giunta Regionale, è proprio il lavoro: le “Nuove Bricate Rosse napoletane” sostengono che in tredici anni non è stato creato un solo posto di lavoro, e che sulle spalle dei disoccupati sono stati “rubati” centinaia di milioni di euro.
La minaccia a Corrado Gabriele è esplicita, ritenuto colpevole di non aver creato “un posto di lavoro nelle file dei disoccupati dei movimenti di lotta”, e di averli “usati come cavie”, oltre che di aver “rubati centinaia di milioni” di euro “sulle loro spalle”. Le “Nuove Bricate rosse napoletane”, si legge ancora nel documento, sono nate “grazie a lui (Corrado Gabriele, ndr) e Severino Nappi, Caldoro, Russo e Mastella”. Di seguito, altre minacce esplicite per i politici citati, e un ultimatum: le sedicenti Nuove brigate rosse danno “sessanta giorni di tempo per risolvere il problema dei disoccupati di lunga durata”, minacciando di utilizzare autobombe se “un solo disoccupato non andrà a lavorare”. I disoccupati citati sono quelli del progetto I.So.La (successivamente Bros), ovvero quello coordinato proprio dall’ex assessore Corrado Gabriele e che avrebbe dovuto garantire, con esiti fallimentari, il reinserimento lavorativi di moltissimi ex detenuti.
Il volantino si chiude con l’annuncio che, nei prossimi giorni, ci saranno delle “dimostrazioni” per far capire che non si tratta di uno scherzo.
La missiva e i proiettili sono stati consegnati alla Digos, che in queste ore sta indagando sull’accaduto per risalire al mittente e, soprattutto, per accertare la fondatezza delle minacce contenute.

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di Nico Falco
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