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Durante il processo insulti e minacce per Pietro Ichino

Nuove Br, sono 13 le condanne in Appello


Nuove Br, sono 13 le condanne in Appello
24/06/2010, 20:06

MILANO - Tredici condanne, fino a 14 anni e sette mesi, sono state emesse quest'oggi dalla Corte di Assise di Appello di Milano. Le sentenze, rivolte a presunti appartenenti delle così denominate "Nuove Br", sono state comminate come riformulazione della sentenza di primo grado. I giudici hanno deciso di assolvere un imputato, condannato in primo grado ed accusato, come gli altri, di essere membro del partito comunista militare. Dopo averlo condannato a 6 anni e 3 mesi, infatti, la Corte d'Assise ha dichiarato libero da ogni accusa poichè il fatto non sussiste Federico Salotto.
Ammorbidimento delle pene, precedentemente molto lunghe, anche per altri imputati i cui parenti ed amici, alla lettura della sentenza di secondo grado, hanno urlato dal pubblico frasi come "rivoluzione proletaria" e "viva il comunismo". Restano le condanne per quello che è ritenuto il leader delle nuove br e cioè Vincenzo Sisi; per lui previsti 13 anni e 5 mesi di carcare (in primo grado i mesi erano stati 10). Sconto di pena anche per Bruno Ghirardi che si è visto ridurre il periodo detentivo da 11 anni e 10 mesi a 10 anni e 10 mesi. Stesso trattamento per Massimiliano Toschi (da 10 anni e 11 mesi a 10 anni 8 mesi) e Massimiliano Gaeta (da 8 anni e 3 mesi a 8 anni).
Tutti i condannati sono stati catturati nel non lontano 2007; grazie all'operazione "Tramonto" organizzata dalla Dda di Milano. Per loro le accuse sono di associazione sovversiva con finalità terroristiche, banda armata e detenzione di armi. Come ha con fermezza sostenuto l'accusa, gli appartenenti alle nuove brigate rosse avevano programmato diversi attentati contro numerosi obiettivi e, tra le vittime designate di azioni terroristiche, c'era anche il senatore del Pd Pietro Ichino. Per il giusvalorista, al termine del processo, parenti ed amici dei condannati hanno intonato frasi di disprezzo come "Ichino sei un assassino". Su diversi quotidiani e sul Tgcom si legge inoltre che, durante il processo, gli imputati hanno alzato i pugni chiusi e, sempre con l'appoggio di parenti ed amici, hanno urlato slogan che richiamavano la "lotta di classe" e la lotta per la rivoluzione proletaria.

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di Germano Milite
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