Cronaca / Giudiziaria

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I magistrati escludono la finalità terroristica del gruppo

Nuove Br: undici condanne per un massimo di 11 anni

C’è un assolto. In aula minacce rivolte a Pietro Ichino

Nuove Br: undici condanne per un massimo di 11 anni
28/05/2012, 19:05

MILANO - Undici condanne fino a 11 anni e mezzo di reclusione per altrettanti imputati nel processo alle cosiddette Nuove Br del partito Comunista politico-militare. I giudici hanno inoltre escluso la finalità terroristica dell’associazione, condannando gli imputati solo per associazione sovversiva semplice e non per associazione sovversiva con finalità di terrorismo. È questo quanto stabilito dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano, che ha così diminuito le pene delle condanne rispetto al giudizio d’appello del giugno 2010 contro le nuove Brigate Rosse.
Claudio Latino, ritenuto il leader della cellula milanese, è stato condannato a 11 anni e mezzo di carcere rispetto ai 14 anni e un mese chiesti dall’accusa. Condannato ad 11 anni Davide Bortolato, considerato il capo del nucleo padovano, rispetto sempre ai 14 anni e un mese chiesti dal sostituto pg. È di 10 anni la condanna per Vincenzo Sisi, ritenuto il leader della cellula torinese, e 9 anni per Alfredo Davanzo. Otto anni per Bruno Ghirardi, 7 anni per Massimiliano Toschi, 5 anni e 3 mesi per Massimiliano Gaeta.
Ridotte anche le condanne per Amarilli Caprio, Alfredo Massamauro e Davide Rotondi: per loro 2 anni e 2 mesi. Due anni e 4 mesi per Andrea Scantamburlo. Assolto Salvatore Scivoli che era accusato di concorso esterno. Il risarcimento a favore della Presidenza del Consiglio, parte civile, è stato ridotto da un milione di euro a 400 mila euro. Gaeta, assistito dall’avvocato Sandro Clementi, con la riduzione della condanna è stato scarcerato per estinzione della custodia cautelare già sofferta.
“L’unica giustizia è quella proletaria, il vero terrorismo è quello dello Stato”. Sono le parole urlate dalle gabbie da alcuni degli imputati. Anche dallo spazio riservato al pubblico, dove erano presenti amici e parenti degli imputati, si sono alzate grida di sostegno ai presunti appartenenti alle Nuove Br.
Il gruppo non ha compiuto azioni particolarmente sanguinose perché è stato fermato in tempo, quando si stava ancora organizzando. Tra i colpi riusciti si contano un agguato incendiario a una sede veneta di Forza Nuova e una rapina a un bancomat nel padovano, ma nel mirino dell’associazione c’erano uno sportello Marco Biagi, le redazioni di alcuni giornali, molti luoghi frequentati da persone di estrema destra e Pietro Ichino.

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di Antonio Formisano
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