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Paloma:"Il presidente pagava con i soldi della beneficenza"

Nuovi elementi sul caso Marrazzo, indagato un quinto carabiniere


Nuovi elementi sul caso Marrazzo, indagato un quinto carabiniere
04/04/2010, 11:04

ROMA - Nuovi importanti dettagli spuntano all'interno dell'intricata inchiesta legata all'ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.  ll procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed il pm Rodolfo Sabelli, infatti, hanno iscritto nel registro degli indagati un altra persona; si tratta ancora una volta di un carabiniere della compagnia Trionfale di Roma.
L'accusa è quella di false dichiarazioni. Il militare, interrogato sui fatti insieme a Carlo Tagliente, Luciano Simeone e Antonio Tamburino, avrebbe infatti mentito affermando di non conoscere nulla delle "perquisizioni" illegali messe in atto a scopi di ricatto ed estorsione dai suoi compagni. L'episodio particolare che incastrerebbe il nuovo inquisito riguarda Domingo Perez; una delle vittime dei "blitz" di Tagliente e Simeone.
Il carabiniere in servizio nella Trionfale di Roma, durante l'interrogatorio, ha infatti omesso un particolare fondamentale: la denuncia contro Simeone e Tagliente presentata da Perez lo scorso 31 luglio. Fu proprio il carabiniere ora indagato a raccogliere tale denuncia di furto (furono rubati un orologio, un i-pod ed un cellulare), negando poi ai magistrati l'intera vicenda. A questo punto e con tali nuovi elementi, gli inquirenti pensano che potesse esistere un vero e proprio sistema che coprisse i militari coinvolti; molti altri carabinieri potevano presumibilmente sapere dei furti e dei comportamenti dei loro colleghi senza però azzardarsi a raccontare nulla. Un caso di corruzione ed omertà che, se confermato, getterebbe un'ombra terribile sul comando della Trionfale. Per ora, tale ipotesi, resta appunto (e fortunatamente) soltanto una teoria tutta da dimostrare.
Il caso Marrazzo si allarga però in diversi punti e non coinvolge soltanto l'Arma. Secondo le dichiarazioni di Paloma, uno dei trans dei quali Marrazzo era cliente, l'ex governatore "dava anche 17 mila euro a prestazione" e, aspetto ancora più grave, per gli spropositati compensi utilizzava i proventi delle beneficenze:"Piero poi chiamava la sua segreteria e diceva di denunciare il furto di quel denaro". Tutte accuse che sono state sempre fermamente respinte da Marrazzo e, è bene precisarlo, al momento non trovano pratico riscontro nemmeno per i magistrati.
Intanto, Nicola Testini, accusato dell'omicidio del pusher
Gianguarino Cafasso, è stato trasferito dal carcere di Bari a quello capitolino di Rebibbia. Il tutto senza che  dell'operazione fosse messa a conoscenza la moglie, Maria Rosaria Valletti:"Voglio sapere quale è questo gioco sporco che calpesta brutalmente ogni sentimento e diritto - ha scritto  la donna- ... La Procura di Roma non ha autorizzato mio marito ad avere un colloquio telefonico con sua figlia, negando così alla nostra piccola di ascoltare la voce del padre"

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di Germano Milite
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