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All’alba i militari hanno aperto il fuoco sulla folla

Nuovi scontri a piazza Tahrir: sale il bilancio delle vittime

Tre morti accertati. Ma forse c’è anche un quarto

Nuovi scontri a piazza Tahrir: sale il bilancio delle vittime
20/12/2011, 14:12

IL CAIRO – Nuovi scontri tra i manifestanti egiziani e le forze di sicurezza al Cairo, dove non si placa la protesta di piazza per chiedere che la giunta militare rimetta i suoi poteri a favore di un’autorità civile. Per il quinto giorno consecutivo i militari egiziani hanno fatto ricorso a bastoni e gas lacrimogeni, nel tentativo di disperdere la folla di manifestanti accampata in piazza Tahrir, la piazza simbolo della rivolta che ha portato alle dimissioni dell’ex presidente Hosni Mubarak: e ancora una volta hanno sparato proiettili, aprendo il fuoco sui manifestanti pacifici. Resta altalenante per il momento il bilancio delle vittime: sarebbe di tre morti per alcuni testimoni, mentre altri parlano di quattro vittime. I feriti ammonterebbero invece a circa sessanta.
Secondo le prime testimonianze, centinaia di forze di sicurezza dello Stato e dell’esercito hanno fatto irruzione in piazza all’alba, iniziando a sparare pesantemente. Hanno inseguito i manifestanti e dato fuoco a qualsiasi cosa trovavano sulla loro strada, compresi dispositivi medici e coperte. I leader militari, dunque, sono accusati di un uso eccessivo della forza contro i manifestanti: negli ultimi giorni di sanguinosa repressione, infatti, a piazza Tahrir sono morti quattordici manifestanti e oltre cinquecento sono rimasti feriti.
I feriti intanto sono stati portati nella moschea Omar Mukram, dove è stato allestito un ospedale da campo. Tra questi vi sarebbe anche un ragazzino di 15 anni e in grave condizioni (che secondo alcuni testimoni però ne avrebbe 12 di anni e sarebbe deceduto). Il primo dei tre morti si chiamava Mohammad Samir Maslaha ed aveva 20 anni: è stato ucciso in via Talaat Harb. La seconda vittima aveva la sua stessa età e si chiamava Mohammad Mustafa Hussein Sayed: era uno studente di ingegneria ed è stato ucciso in piazza Tahrir. Il terzo, infine, si chiamava Islam Abdel Hafith, deceduto nell’ospedale da campo allestito nella moschea per le ferite riportate in piazza.

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di Antonio Formisano
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