Cronaca / Droga

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Avevano contatti con l'estero e con la Campania

'Nuovo Impero', stroncate due organizzazioni di narcos


'Nuovo Impero', stroncate due organizzazioni di narcos
02/02/2009, 18:02

Gli uomini del Gico delle Fiamme gialle del tenente colonnello Roberto Piccinini hanno sgominato due organizzazioni criminali, una con base nel quartiere romano di Tor Bella Monaca e l’altra nel sud pontino, in grado di importare grosso partite di droga dalla Spagna, dal Marocco e, grazie al legame con alcuni clan di Torre Annunziata, dalla Campania. Sotto chiave sono finiti 30 kg di cocaina e 500 kg di hashish, che una volta immessi sul mercato avrebbero fruttato oltre 12 milioni di euro. L’operazione, denominata “Nuovo Impero”, ha portato all'esecuzione di 35 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Roma, Giovanni De Donato, per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; al sequestro di beni mobili e immobili per oltre 5 milioni di euro (nel dettaglio, 53 auto, 18 moto, 26 fabbricati, 12 terreni e quote azionarie); a una quarantina di perquisizioni di appartamenti e uffici.

Le indagini, iniziate più di tre anni fa e coordinate dal pm Leonardo Frisani della Direzione distrettuale antimafia, "hanno preso le mosse da uno stralcio di una precedente inchiesta della Dda di Napoli sulle famiglie Gallo-Vangone-Limelli: intercettazioni, servizi di osservazione e monitoraggio delle transazioni finanziarie hanno permesso di accertare il 'salto di qualità' delle due organizzazioni laziali che, pur conservando solidi legami con i clan campani, sono riusciti ad acquisire giorno dopo giorno sempre più autonomia operativa, provvedendo al diretto approvvigionamento dello stupefacente dalla Spagna e dal Marocco".

A capo dell’organizzazione romana, secondo le fiamme gialle, era Salvatore Centro, quaranta anni, già detenuto per reati di droga, di origine campana ma residente a Tor Bella Monaca: era lui il tramite tra i narcotrafficanti romani ed i clan camorristici, e forse anche dopo l’incarcerazione a Velletri era riuscito a mantenere i contatti ed il suo ruolo di mediatore. Per smantellare i sodalizi criminali si sono rivelati di primaria importanza gli approfonditi accertamenti patrimoniali nei confronti degli indagati, che hanno permesso di segnalare alla magistratura la disponibilità di circa ottanta mezzi, tra auto e moto, 26 fabbricati, 12 terreni e la titolarità di quote societarie per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro. L’operazione, in tre anni di indagini serrate, ha tenuto impegnati oltre 180 militari delle Fiamme Gialle.

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di Nico Falco
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