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Nusco, Petizione contro il fotovoltaico sui terreni agricoli dell'Irpinia


Nusco, Petizione contro il fotovoltaico sui terreni agricoli dell'Irpinia
18/01/2011, 11:01

Il giorno 17 Gennaio 2011, riuniti a Nusco (AV), presso la Biblioteca Comunale, i sottoscritti componenti dell’associazione culturale ‘Comunità Provvisoria’, dopo ampia discussione, chiedono agli organi amministrativi competenti in indirizzo di bloccare l’installazione di impianti fotovoltaici sui terreni agricoli dell’Alta Irpinia, della Provincia di Avellino e della Regione Campania in generale per i seguenti motivi:

-Nel Comune di Caposele (AV) e in quello di Guardia Lombardi (Av) sono stati realizzati impianti con pannelli fotovoltaici che ricoprono vaste estensioni di terreni agricoli compromettendone l’assetto idrogeologico, il paesaggio e la salvaguardia ambientale. Molti altri Comuni si accingono a rilasciare autorizzazioni per l’installazione del Fotovoltaico a terra.

-Ad evitare che l’erba selvatica cresca e faccia ombra ai pannelli fotovoltaici o che l’erba secca possa comportare pericolo di incendio ai campi, necessiterà diserbare chimicamente i terreni più volte durante l’anno. I veleni dei diserbanti chimici scenderanno dal Formicoso all’Ofanto e dalla Sella di Conza al Sele inquinando i fiumi e le falde idriche in profondità.

-A fine ciclo di produzione, dopo 20 anni, i contadini proprietari dei suoli dovranno provvedere a smaltire i pannelli (plastiche, alluminio, vetro, silicio), i sostegni in ferro e cemento e le attrezzature elettriche connesse.

-La produzione di energia elettrica non è un’attività agricola; in Germania, nazione all’avanguardia nel campo delle energie rinnovabili, già dal luglio 2010 è stata abolita ogni forma di incentivazione sul FotoVoltaico realizzato sui terreni agricoli.

-Il Fotovoltaico industriale in terra agricola, una volta installato, non necessita di manodopera se non per il diserbo; per gli addetti agricoli è causa di disoccupazione; il FV è più assimilabile ad una rendita finanziaria che non ad un attività produttiva.

-In Italia vi sono superfici utili sulle coperture di case e capannoni industriali che se utilizzati con il Fotovoltaico sarebbero in grado di soddisfare 5 volte il fabbisogno energetico nazionale diurno.

-L’Italia, nel 2010 ha importato 10 milioni ca. di tonnellate di cereali; il terreno agricolo serve per la produzione agricola non per il Fotovoltaico; il nostro paese non ha un’autosufficienza alimentare.

-La ragione che fa preferire agli investitori del FV la terra agricola rispetto ai tetti è puramente economica: minor costo d’installazione e maggiori profitti. Queste considerazioni se sono giustificabili per un imprenditore non lo sono per i nostri amministratori il cui ruolo dovrebbe essere di salvaguardia dei beni collettivi, dell’ambiente, del paesaggio naturale e dell’agricoltura.

Ci rivolgiamo ai Presidenti e agli Assessori competetenti della Regione Campania e della Provincia di Avellino, al Soprintendente BAP, al Prefetto di Avellino e all’ARPAC affinchè blocchino le concessioni in atto ed attivino una regolamentazione per impedire l’inquinamento e il consumo ingiustificato di suolo agricolo.

Agli organi di informazione chiediamo di sostenere questa campagna di informazione e sensibilizzazione affinchè vi sia una partecipazione attiva dei cittadini alle scelte che interessano la salute pubblica e la salvaguardia dei beni collettivi come l’ambiente e il paesaggio.

Il fotovoltaico è un’ottima risorsa ma bisogna indirizzare gli operatori economici ad installarli esclusivamente sulle coperture delle fabbriche, delle case e degli edifici comunali. Basta col consumo di suolo agricolo; anche se non coltivato il terreno ha un suo ruolo principe sia paesaggistico che geologico e idraulico.

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di redazione
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